Il Papa vede il "momento provvidenziale" come un momento in cui i cattolici e gli ortodossi sperano di poter celebrare insieme la Pasqua nel 2025




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Papa Francesco presiede i vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, accompagnato da maestri di cerimonie, segnando la conclusione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, 25 gennaio 2025. / Credito: Daniel Ibá±ez/CNA

Sala stampa della CNA, 25 gennaio 2025 / 17:31 (CNA).

Papa Francesco ha posto la profonda domanda di Gesù "Credi questo?" ai cristiani di tutto il mondo durante un servizio di vespri ecumenici sabato sera, mentre aumenta lo slancio per i cattolici e gli ortodossi a considerare la possibilità di celebrare la Pasqua nella stessa data in questo storico anno di anniversario.

Parlando nella Basilica di San Paolo fuori le mura a conclusione della 58a Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, il pontefice ha riflettuto sull'incontro di Cristo con Marta dopo la morte di Lazzaro, sottolineando che la speranza "salisce dalle ceneri della morte".

"Questo tenero incontro tra Gesù e Marta ci insegna che, anche in tempi di profonda desolazione, non siamo soli e possiamo continuare a sperare", ha detto il Papa durante l'omelia, incentrata sul tema della settimana "Credi questo?" di Giovanni 11:26.

Una statua di San Paolo nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma guarda alla celebrazione che conclude la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, 25 gennaio 2025. Credito: Daniel Ibá±ez/CNA
Una statua di San Paolo nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma guarda alla celebrazione che conclude la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, 25 gennaio 2025. Credito: Daniel Ibá±ez/CNA

La celebrazione del 25 gennaio ha segnato la solenne conclusione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani di quest'anno, che il papa ha legato all'anno giubilare in corso.

"Questo messaggio di speranza è al centro del Giubileo che abbiamo iniziato", ha detto Francesco citando le parole dell'apostolo Paolo ai Romani, secondo cui "la speranza non ci delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo" (Rm 5, 5).

Sabato scorso, il Papa esortato i giornalisti al Giubileo del Mondo delle Comunicazioni per raccontare "storie di speranza", riecheggiando il forte appello alla speranza in il messaggio papale per la 59a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Al servizio del vespro, il papa ha osservato che l'intero anno giubilare è incentrato sulla speranza e "provvidenzialmente" coincide con il 1700° anniversario del Concilio di Nicea.

Sottolinea che la professione di fede del Concilio "trascende tutte le divisioni che hanno lacerato il Corpo di Cristo nel corso dei secoli".

Il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, si rivolge a Papa Francesco durante i vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura per la conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, il 25 gennaio 2025. Credito: Daniel Ibá±ez/CNA
Il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, si rivolge a Papa Francesco durante i vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura per la conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, il 25 gennaio 2025. Credito: Daniel Ibá±ez/CNA

Il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, si è rivolto al Santo Padre prima della benedizione apostolica. Ha ricordato il storica visita del papa nel 2014 al patriarca ecumenico Bartolomeo I a Costantinopoli (l'odierna Istanbul), dove Francesco aveva affermato che "la Chiesa cattolica non intende imporre alcun requisito se non la professione di fede comune" per raggiungere la piena unità.

Questa speranza di unità ha guadagnato slancio negli ultimi mesi. Lo scorso novembre, il patriarca ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli ha confermato conversazioni in corso tra i rappresentanti della Chiesa sull'istituzione di una data di Pasqua comune, potenzialmente a partire dal 2025.

Cattolici e rappresentanti di varie chiese cristiane partecipano al servizio dei vespri ecumenici nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, 25 gennaio 2025. Credito: Daniel Ibá±ez/CNA
Cattolici e rappresentanti di varie chiese cristiane partecipano al servizio dei vespri ecumenici nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, 25 gennaio 2025. Credito: Daniel Ibá±ez/CNA

"In questa Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, possiamo vivere l'anniversario del Concilio di Nicea come un invito a perseverare nel cammino verso l'unità", ha detto il Papa sabato, rinnovando il suo appello affinché i cristiani facciano "un passo decisivo verso l'unità intorno a una data comune per la Pasqua".

Il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, si rivolge a Papa Francesco durante i vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura per la conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, il 25 gennaio 2025. Credito: Daniel Ibá±ez/CNA
Il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, si rivolge a Papa Francesco durante i vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura per la conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, il 25 gennaio 2025. Credito: Daniel Ibá±ez/CNA

Evidenziando il calendario "provvidenziale", Francesco ha osservato che quest'anno la Pasqua cadrà nella stessa data sia nel calendario gregoriano che in quello giuliano. "Riscopriamo le radici comuni della fede", ha esortato il pontefice. "Manteniamo l'unità!"

Alla celebrazione serale hanno partecipato rappresentanti di varie Chiese cristiane e comunità ecclesiali presenti a Roma, tra cui il Metropolita Policarpo in rappresentanza del Patriarcato Ecumenico e l'Arcivescovo Ian Ernest della Comunione Anglicana, che è concludendo il suo servizio.

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