Sacerdote racconta come ha combattuto la depressione, emergendo dal ‘buio profondo’ della tentazione al suicidio





Padre Salvador Aguado Miguel. / Crediti: Per gentile concessione di padre Salvador Aguado Miguel

Città del Vaticano, 10 lug 2025 / 16:30 (CNA).

«Ero sull'orlo di un precipizio, morto dentro, sul fondo di un pozzo oscuro».

Con queste parole crude, il sacerdote spagnolo Salvador Aguado Miguel ha condiviso la sua testimonianza in seguito al suicidio, avvenuto la scorsa settimana, del giovane padre Matteo Balzano, un evento che ha scosso la Chiesa cattolica, specialmente in Italia.

Sulla scia di questa tragedia, Aguado ha condiviso su i social media qualcosa che non aveva mai detto pubblicamente fino ad ora: «Cinque anni fa ero nello stesso posto, sull'orlo di quel precipizio, sul fondo di quel pozzo oscuro. Meno male che Manuel, il mio psicologo, è entrato nella mia vita; è stato come un angelo che mi ha salvato, mandato da Dio».

«È molto, molto difficile trovarsi in quella situazione», ha scritto il sacerdote su Instagram.

Il parroco della parrocchia di Santa Fede a Valencia, in Spagna, ha rivelato di aver attraversato un periodo di ansia estremamente difficile, durante il quale si sentiva «morto dentro». Ha confessato che la pressione era così intensa da aver persino pensato di «togliersi di mezzo». 

L'importanza della salute mentale

Parlando con ACI Prensa, partner di notizie in lingua spagnola della CNA, Aguado ha detto di essersi «davvero identificato» con Balzano, perché spesso «non siamo consapevoli di quelle richieste che facciamo a noi stessi o di tutte le pressioni a cui ci sottoponiamo».

«Non siamo supereroi... anche noi attraversiamo momenti di crisi emotiva», ha spiegato il sacerdote, sottolineando che cercare un aiuto professionale, specialmente uno psicologo, «non è una cosa negativa, ma esattamente il contrario».

Per Aguado, è urgente aumentare la consapevolezza sulla salute mentale e sull'importanza dell'aiuto psicologico «a tutti i livelli».

L'«idealizzazione» del sacerdozio

Il sacerdote ha deplorato le critiche o la stigmatizzazione verso coloro che hanno sofferto di depressione o hanno condiviso pubblicamente la propria sofferenza, ed ha espresso il suo dolore per il giudizio espresso su Balzano dopo il suo suicidio. 

«Dobbiamo metterci nei panni di queste persone. Riconoscere una cosa del genere non è facile; lo so per esperienza. In quei momenti, per quanta fede o impegno tu possa avere, gestire una sofferenza così profonda è estremamente difficile», ha sottolineato.

Aguado ha aggiunto che uno dei motivi che porta alle richieste e alla pressione sui sacerdoti è l'«idealizzazione» del sacerdozio: «Dimentichiamo quel lato umano, quel lato fragile».

Il bisogno autoimposto di dare sempre il meglio e la falsa convinzione di dover essere disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, hanno spinto il sacerdote al limite, al punto da considerare persino di lasciare il sacerdozio. «Anche noi abbiamo bisogno dei nostri spazi: andare al cinema, fare una passeggiata, prendere un caffè con un altro sacerdote o un parrocchiano», ha spiegato.

Uno psicologo profondamente cattolico

Riguardo alla sua esperienza con lo psicologo, che ha descritto come «un angelo» e un vero dono del Signore, ha sottolineato la grande differenza che ha fatto il fatto che fosse una persona «profondamente cattolica».

«Durante le sessioni, lavoravamo anche con la Bibbia. Spesso mi incoraggiava a leggere cosa faceva Gesù in questo o quel passo», riflettendo sul lato «più psicologico» di Gesù, ha raccontato il sacerdote.

Rivolgendosi ai sacerdoti che potrebbero attraversare una situazione simile, Aguado li ha incoraggiati a «lasciarsi toccare dalla fragilità del Signore e a capire che, alla fine, non siamo fatti di ferro, ma di carne e ossa».

Ha consigliato loro di togliere la «maschera» del «va tutto bene» e di imparare a «coniugare la realtà umana e quella sacerdotale allo stesso tempo». Soprattutto, ha raccomandato di «lasciarsi accompagnare da professionisti» e di attingere alle risorse all'interno della parrocchia o della pastorale, «che è sempre molto utile».

Oltre alle richieste autoimposte, ha notato che anche le critiche, sia dal clero che dai laici, gli hanno causato molto dolore. «Ho imparato ad affrontare tutti quegli attacchi critici e rabbiosi con la Bibbia», ha spiegato.

Il Signore trae sempre un insegnamento dal male

Il sacerdote spagnolo, che lo scorso inverno ha vissuto in prima persona la tragedia della catastrofica alluvione a Valencia, che ha causato più di 200 morti e ingenti danni materiali, ha sottolineato che «il Signore trae sempre un insegnamento da ogni male».

Nel suo caso, dice, ha trovato la sua passione per l'evangelizzazione digitale, qualcosa che lo ha aiutato a «scoprire quel dono unico che il Signore ha posto nella mia vita». Ora, evangelizza con entusiasmo attraverso i social media, dove ha più di 50.000 follower.

Migliorare la formazione nei seminari

Per anticipare queste situazioni, Aguado ha suggerito una maggiore formazione sulla salute mentale nei seminari: «Riceviamo molta formazione in spiritualità e teologia, ma non abbiamo alcuna formazione in salute mentale», ha detto.

Secondo il sacerdote, manca anche un luogo a cui rivolgersi quando si sta male, come un'équipe di psicologi nella diocesi che possa aiutarli nei momenti più difficili. «Credo sia essenziale, oltre al seminario, che è il luogo di formazione per eccellenza, avere un supporto di follow-up».

Aguado ha concluso con speranza, sottolineando che la cosa importante è riconoscere il problema, «rendersi conto che c'è qualcosa da cambiare nella propria vita» e fare i passi necessari per ottenere aiuto.

C'è aiuto a disposizione

Se tu o qualcuno che conosci sta vivendo una crisi emotiva o ha pensieri suicidi, ricorda che la Chiesa cattolica offre guida spirituale, preghiera e spazi di ascolto, e incoraggia a cercare un aiuto professionale. Puoi contattare le linee di assistenza, come la National Suicide Prevention Lifeline del tuo paese, o rivolgerti alla tua parrocchia, dove troverai supporto pastorale e risorse. La Chiesa cattolica insegna che la vita è un dono di Dio e accompagna con compassione coloro che soffrono, senza giudicare, offrendo speranza, preghiera e conforto alle famiglie colpite.

Questa storia è stata pubblicata per la prima volta di ACI Prensa, partner di notizie in lingua spagnola di CNA. È stato tradotto e adattato da CNA.

https://www.catholicnewsagency.com/news/265297/priest-shares-how-he-battled-depression-emerged-from-dark-pit-of-temptation-to-suicide



Scopri di più da Christian Pure

Abbonati ora per continuare a leggere e accedere all'archivio completo.

Continua a leggere

Condividi su...