La CNA spiega: Cos'è la Sindone di Torino?





Da sinistra a destra: Foto negativa dell'immagine frontale dell'uomo del sudario. Una vista laterale della scultura, "Il segno", che raffigura l'uomo della sindone. / Credito: Copyright 1978, Collezione Vernon Miller/Copyright di Gilbert Lavoie

Washington, DC Newsroom, 7 agosto 2025 / 10:51 am (CNA).

La Sindone di Torino è uno dei manufatti religiosi più studiati e controversi al mondo. Ospitato nella Cattedrale di San Giovanni Battista a Torino, il panno di lino reca l'immagine di un uomo che sembra aver subito un trauma fisico coerente con la crocifissione. Molti cristiani credono che sia il sudario funerario di Gesù Cristo.

Mentre la Chiesa cattolica non ha mai dichiarato formalmente la Sindone autentica, ha incoraggiato la sua venerazione come un potente aiuto alla fede e alla riflessione. Papa Francesco ha definito la sindone "un'icona dell'amore del Signore" e "uno specchio del Vangelo".

Ecco cosa sappiamo della Sindone di Torino, sulla base di recenti studi e commenti di esperti, scienziati e pensatori cattolici.

Prove che suggeriscono autenticità 

Il sudario raffigura la parte anteriore e posteriore del corpo di un uomo, mostrando ferite che corrispondono ai racconti evangelici della passione di Cristo: segni di flagello, forature ai polsi e ai piedi e una ferita sul lato.

L'ingegnere italiano Giulio Fanti, che ha condotto studi forensi dettagliati sulla sindone, riferisce che le macchie di sangue corrispondono a quelle di una persona sottoposta a gravi torture fisiche e crocifissione. La sua analisi indica che il sangue umano reale contiene alti livelli di creatinina e ferritina, marcatori coerenti con un trauma intenso.

Fanti osserva anche che la direzione e la forma dei flussi di sangue suggeriscono più posizioni del corpo, come ci si aspetterebbe se l'uomo fosse stato spostato post-mortem, avvolto in stoffa e sepolto secondo le antiche usanze ebraiche.

Un dibattito sulla datazione 

Nel 1988, tre laboratori indipendenti hanno datato un campione del sudario utilizzando i test del carbonio-14 e hanno concluso che il tessuto ha avuto origine tra il 1260 e il 1390 dC. Tuttavia, molti scienziati hanno messo in discussione questi risultati a causa della posizione del materiale testato. Il campione è stato prelevato da un angolo del panno che era probabilmente parte di una riparazione medievale a seguito di danni da fuoco.

L'ingegnere nucleare Robert Rucker ha proposto che una raffica di radiazioni neutroniche — possibilmente al momento della risurrezione di Cristo — avrebbe potuto alterare gli isotopi del carbonio nel lino, determinando una falsa data medievale. La sua ricerca, sebbene non universalmente accettata, supporta la teoria che il tessuto potrebbe essere molto più vecchio di quanto suggeriscono i test del 1988.

Ulteriori test su campioni incontaminati sono stati richiesti da diversi ricercatori, ma la nuova datazione al carbonio non è ancora stata autorizzata.

Il sudario è stato recentemente oggetto di rinnovato interesse pubblico grazie a il documentario del 2023 "The Shroud: faccia a faccia" Il regista Robert Orlando.

Una volta scettico, Orlando ora presenta la stoffa come un mistero avvincente che collega storia, scienza e fede. Il film esplora il sudario insieme ad altre immagini tradizionalmente associate a Cristo, tra cui il Velo di Veronica e l'Immagine di Manoppello.

Il documentario presenta il commento del sacerdote e fisico gesuita padre Robert Spitzer, che vede il sudario come un oggetto "soprannaturale" che testimonia la morte e la risurrezione di Cristo.

Altri panni venerati come immagini di Cristo 

La Sindone di Torino non è l'unica tela che si crede rechi l'immagine di Gesù. 

Altri includono il Velo di Veronica. Secondo la tradizione, una donna di nome Veronica asciugò il volto di Gesù nel suo cammino verso il Calvario, lasciando un'immagine miracolosa. Diverse reliquie affermano di essere questo velo, ma nessuna ha subito analisi scientifiche paragonabili al sudario. 

Venerata anche l'immagine di Manoppello. Conservato in una chiesa di Manoppello, in Italia, questo tessuto reca una debole immagine del volto di un uomo ed è talvolta associato al Velo di Veronica.  

Entrambe le immagini figurano in "The Shroud: Face to Face", in cui sono presentati come parte del più ampio mistero di come potrebbe essere stato Cristo. 

Un mistero che dura 

Pur non richiedendo di credere nell'autenticità della Sindone, la Chiesa ne riconosce il valore nell'attirare i fedeli verso una più profonda contemplazione della sofferenza e dell'amore di Cristo. Come ha detto Papa Francesco nel 2015, la sindone "disegna le persone in faccia e il corpo martire di Gesù". 

Che si tratti di una reliquia miracolosa o di un'opera d'arte secolare, la Sindone di Torino continua a invitare all'indagine scientifica, alla riflessione spirituale e alla conversione personale.

https://www.catholicnewsagency.com/news/265833/cna-explains-what-is-the-shroud-of-turin

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