Misteri della Bibbia: Perché Gesù è chiamato la Luce del Mondo?




  • Gesù come Luce del Mondo è un titolo profondo che porta un significato importante per i credenti.
  • Questo titolo si riferisce a Gesù come fonte di illuminazione spirituale, guida e salvezza.
  • Proprio come la luce fisica dissipa le tenebre, Gesù, come Luce, porta illuminazione spirituale e verità al mondo.
  • Comprendere Gesù come Luce del Mondo incoraggia i credenti a camminare nella luce e a condividere il Suo amore e la Sua verità con gli altri.

Cosa significa quando Gesù viene chiamato la “Luce del Mondo”?

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dichiara: “Io sono la luce del mondo. Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8:12). Questa affermazione non è solo una metafora, ma una profonda verità teologica che racchiude l'essenza della missione e dell'identità di Gesù. Gesù, come Luce del Mondo, illumina il cammino verso Dio, dissipando le tenebre dell'ignoranza, del peccato e della morte. La Sua luce fornisce guida spirituale, chiarezza morale e speranza eterna a tutti coloro che scelgono di seguirLo.

“Io sono la luce del mondo. Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.” — Giovanni 8:12

Questo concetto di luce trascende la semplice illuminazione fisica. Biblicamente, la luce simboleggia purezza, santità e presenza divina. Nell'Antico Testamento, la luce spesso indica la presenza e il favore di Dio. I Salmi descrivono Dio come luce e salvezza (Salmo 27:1), mentre Isaia parla del Messia venturo come una luce per le genti (Isaia 42:6). Questi riferimenti profetici trovano il loro compimento in Gesù, che rivendica il titolo di Luce in un mondo avvolto nelle tenebre spirituali.

Comprendere Gesù come Luce del Mondo significa anche riconoscere il Suo ruolo nella creazione e nella redenzione. I versetti iniziali del Vangelo di Giovanni presentano Gesù come il Logos per mezzo del quale tutte le cose sono state create, e in Lui era la vita, e quella vita era la luce di tutti gli uomini (Giovanni 1:3-4). Questa luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta (Giovanni 1:5). Pertanto, la luce di Gesù porta all'esistenza una nuova creazione, caratterizzata dalla redenzione e dalla riconciliazione con Dio.

  • Gesù come Luce del Mondo è un concetto teologico fondamentale radicato nelle Scritture.
  • La metafora della luce simboleggia purezza, santità e presenza divina.
  • Le profezie dell'Antico Testamento sulla luce trovano il loro compimento in Gesù.
  • La luce di Gesù dissipa le tenebre spirituali, offrendo guida e speranza a tutti coloro che Lo seguono.

Quali sono i riferimenti dell'Antico Testamento che prefigurano Gesù come Luce del Mondo?

Il profondo simbolismo della luce permea il Antico Testamento, fungendo da faro profetico che punta verso la venuta di Gesù, la Luce del Mondo. Fin dall'inizio, in Genesi 1:3, dove Dio dichiara: “Sia la luce”, vediamo la luce come il primo atto della creazione, che separa le tenebre e porta ordine. Questo atto stabilisce un precedente per comprendere la luce come attributo divino. 

Ad approfondire ulteriormente questa immagine c'è Isaia 9:2, una toccante profezia che afferma: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce ha brillato”. Questo versetto ritrae vividamente il Messia come una luce trasformatrice che irrompe nelle tenebre di un mondo caduto, cosa che i cristiani riconoscono come una diretta prefigurazione della missione redentrice di Cristo. 

Anche i Salmi, intonati su toni poetici, annunciano questo tema. Il Salmo 27:1 proclama: “Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò paura?”. Qui, la luce indica la protezione di Dio e guida, caratteristiche che si realizzano nella persona di Gesù, che fornisce sia illuminazione spirituale che salvezza ai credenti. 

Un altro riferimento metaforico appare in Malachia 4:2, dove viene predetto: “Ma per voi che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia”. Questa immagine di un sole nascente con potere curativo si correla direttamente con Gesù Cristo, che porta restaurazione spirituale e fisica attraverso i Suoi insegnamenti e il Suo sacrificio. 

Sulla base di queste scritture, è evidente che l'Antico Testamento è pieno di riferimenti che non solo anticipano, ma preparano anche i cuori dei credenti all'avvento di Gesù come eterna Luce del Mondo, colmando il divario tra il divino e il mortale.

Riassumiamo:  

  • Genesi 1:3 prepara il terreno per la luce come attributo divino.
  • Isaia 9:2 profeticamente immagina il Messia come una luce trasformatrice.
  • Il Salmo 27:1 usa la luce come metafora per la protezione e la guida divina.
  • Malachia 4:2 descrive il Messia come il “sole di giustizia” con potere curativo.

Qual è il significato della luce nel contesto del ministero di Gesù?

Il concetto di luce riveste un significato profondo nel contesto del ministero di Gesù, simboleggiando la Sua identità divina e il Suo impatto trasformatore sul mondo. In tutto il Nuovo Testamento, la luce è costantemente usata come metafora per la verità, la purezza e la rivelazione divina che Gesù porta nelle vite umane. Quando Gesù dichiara: “Io sono la luce del mondo” (Giovanni 8:12), non sta semplicemente facendo un'affermazione sul Suo ruolo; sta rivelando una realtà spirituale più profonda. Questa proclamazione significa che Gesù è la fonte di illuminazione spirituale e guida, che dissipa le tenebre del peccato e dell'ignoranza. 

La luce è anche centrale per comprendere la natura dei miracoli e degli insegnamenti di Gesù. Ogni miracolo compiuto da Gesù, che si tratti di guarire i ciechi o risuscitare i morti, funge da faro, indicando la Sua Autorità divina e la speranza che Egli incarna. Nei Suoi insegnamenti, Gesù usa spesso parabole e illustrazioni di luce per trasmettere verità essenziali sul Regno di Dio. Ad esempio, nel Discorso della Montagna, istruisce i Suoi seguaci a far risplendere la loro luce davanti agli altri, affinché vedano le loro buone opere e glorifichino il Padre che è nei cieli (Matteo 5:16). 

Inoltre, l' simbolismo della luce nel ministero di Gesù è profondamente radicato nelle profezie dell'Antico Testamento. Isaia parlò di una grande luce che avrebbe brillato su coloro che vivevano nella terra dell'ombra della morte (Isaia 9:2), una profezia che i cristiani credono Gesù abbia adempiuto con il Suo arrivo. Pertanto, il fatto che Gesù sia la “Luce del Mondo” si allinea con le aspettative messianiche e sottolinea l'adempimento delle promesse di Dio. 

Da una prospettiva teologica, Gesù come Luce del Mondo implica che Egli è la fonte ultima di verità e salvezza, offrendo un percorso fuori dalle tenebre spirituali che avvolgono l'umanità. Questa metafora della luce contro le tenebre non è solo poetica, ma serve come vivida illustrazione del netto contrasto tra vivere nell'ignoranza e nel peccato rispetto al vivere nella conoscenza e nella grazia di Dio. 

Riassumiamo: 

  • Gesù come “Luce del Mondo” indica il Suo ruolo nel portare verità spirituale e illuminazione.
  • I miracoli e gli insegnamenti di Gesù coinvolgono spesso il simbolismo della luce per rappresentare l'autorità divina e la verità.
  • Le profezie dell'Antico Testamento sulla luce trovano compimento nel ministero di Gesù.
  • La dicotomia luce contro tenebre negli insegnamenti di Gesù evidenzia il potere trasformatore del Suo messaggio e della Sua presenza.

Cosa intendeva Gesù in Giovanni 8:12 quando disse: “Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”?

In Giovanni 8:12, Gesù parlò di Sé come la “Luce del Mondo”, una dichiarazione illuminante che riecheggia sia un invito spirituale che una promessa profonda. Quando proclamò: “Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”, Gesù stava estendendo un'offerta di guida divina e salvezza ultima. Affermando il Suo ruolo di luce, Gesù si stava posizionando come Colui che dissipa le tenebre, sia l'ignoranza dell'umanità che la depravazione morale che ci separa da Dio. 

Le tenebre, nel linguaggio simbolico del Vangelo di Giovanni, rappresentano tutto ciò che è antitetico alla verità e alla giustizia di Dio. Sono ignoranza e peccato, un'ombra che pervade le vite di coloro che non conoscono o non seguono Cristo. Pertanto, quando Gesù offre la “luce della vita”, sta promettendo illuminazione: una comprensione delle verità divine e un sentiero verso una vita retta. Questa luce non è solo conoscenza intellettuale, ma un'esperienza immersiva e trasformatrice che conduce a Vita eterna

La frase “non camminerà nelle tenebre” trasmette un senso di guida e protezione perpetua. Ai seguaci di Gesù viene assicurato che saranno guidati dalla Sua presenza divina, illuminati continuamente dalla Sua Parola e dal Suo Spirito. Questa promessa di luce continua significa una vita vissuta in stretta relazione con Dio, segnata da chiarezza morale e scopo divino. 

La “luce della vita” è sia una realtà presente che una speranza futura per i credenti. Nel presente, significa rigenerazione spirituale e chiarezza morale: vivere secondo gli insegnamenti e l'esempio di Cristo. In senso escatologico, punta alla vita eterna che i credenti condivideranno con Dio, liberi dalle ombre del peccato e della sofferenza. 

  • La dichiarazione di Gesù in Giovanni 8:12 offre guida divina e salvezza.
  • Le tenebre rappresentano ignoranza e peccato, contrastate dalla luce di Gesù.
  • “Luce della vita” implica continua illuminazione spirituale e chiarezza morale.
  • La promessa si estende sia alla trasformazione spirituale presente che alla vita eterna futura.

Come interpretano le diverse denominazioni cristiane Gesù come Luce del Mondo?

diversa denominazioni cristiane hanno le loro interpretazioni e prospettive uniche su Gesù come Luce del Mondo, pur mantenendo una comune venerazione per questa profonda identità che Gesù ha rivendicato per Sé. Queste interpretazioni sono spesso informate da tradizioni teologiche, insegnamenti dottrinali, pratiche liturgiche ed enfasi spirituali all'interno di ogni denominazione. 

del Romana chiesa cattolica, il titolo “Luce del mondo” è strettamente associato alla vita sacramentale della Chiesa. L’incarnazione di Gesù è vista come l’illuminazione suprema della presenza di Dio nel mondo, un tema riccamente intrecciato negli insegnamenti, nei sacramenti e nel calendario liturgico della Chiesa. La Veglia pasquale, ad esempio, inizia con l’accensione del cero pasquale, che simboleggia il trionfo di Cristo sulle tenebre e sulla morte. I cattolici credono che partecipando ai sacramenti, specialmente all’Eucaristia, ricevano questa luce divina, che nutre le loro anime e guida le loro scelte morali. 

L' La Chiesa Ortodossa Orientale condivide visioni sacramentali simili, ma pone anche una forte enfasi su Gesù come Luce che guida i credenti verso la theosis, il processo di diventare più simili a Dio. L’immaginario della luce è profondamente radicato nella spiritualità ortodossa, dall’uso delle icone al profondo significato della luce durante le festività come la Pasqua (Pascha). Per gli ortodossi, Gesù come Luce del mondo non è solo una metafora, ma una realtà vissuta attraverso i misteri divini e culto comunitario

Nel Denominazioni protestanti, l’attenzione cade spesso sul potere trasformativo di Gesù come Luce del mondo nel percorso di fede personale cammino del credente. Le tradizioni evangeliche, in particolare, sottolineano l’importanza della conversione individuale e del potere illuminante della Scrittura. Vedono Gesù come la Luce che rivela la verità, dissipa le tenebre del peccato e favorisce una relazione personale con Dio. Anche le tradizioni riformate, radicate negli insegnamenti di figure come Martin Lutero e Giovanni Calvino, riflettono su Gesù come Luce nella loro teologia della grazia, sottolineando la salvezza come un atto di illuminazione e redenzione divina. 

per Tradizioni anglicane ed episcopali, Gesù come Luce del mondo viene celebrato all’interno di una cornice che valorizza sia la vita sacramentale che l’impegno scritturale. Queste denominazioni trovano spesso una via di mezzo tra il sacramentalismo cattolico e lo scritturalismo protestante. Il Libro delle preghiere comuni e l’anno liturgico forniscono ritmi in cui la Luce di Cristo viene celebrata e interiorizzata attraverso il culto comunitario e la riflessione individuale. 

Riassumiamo: 

  • I cattolici romani collegano Gesù, Luce del mondo, alla vita sacramentale e alle pratiche liturgiche.
  • I cristiani ortodossi orientali enfatizzano l’esperienza della luce divina attraverso la theosis e il culto liturgico.
  • I protestanti si concentrano sulla trasformazione personale e sul potere illuminante della Scrittura nel comprendere Gesù come Luce.
  • Le tradizioni anglicane ed episcopali bilanciano elementi sacramentali e scritturali nel celebrare Gesù come Luce del mondo.

Come possono i cristiani oggi vivere la realtà di Gesù come Luce del Mondo nella loro vita quotidiana?

Vivere la realtà di Gesù come Luce del mondo nella nostra vita quotidiana può spesso sembrare un compito arduo, eppure è sia un privilegio profondo che una sacra responsabilità. Quando Gesù disse: “Voi siete la luce del mondo” (Matteo 5,14), ha esteso a noi, Suoi discepoli, l’onore di riflettere la Sua luce nel nostro cammino terreno. Questa profonda affermazione richiede una vita caratterizzata da fede visibile, azione compassionevole e incrollabile verità. 

In primo luogo, per incarnare Gesù come Luce del mondo, bisogna coltivare una relazione personale e intima con Lui. Ciò comporta preghiera regolare, meditazione sulle Scritture e un cuore aperto alla Spirito Santoguida dello Spirito. In Giovanni 15,5, Gesù dice: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto; perché senza di me non potete far nulla”. Per far risplendere la Sua luce, dobbiamo rimanere connessi alla fonte. 

In secondo luogo, le nostre azioni e parole devono riflettere l’integrità e l’amore di Cristo. Giacomo 1,22 esorta: “Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi”. Le nostre scelte quotidiane — come trattiamo gli altri, l’onestà con cui conduciamo i nostri affari e la compassione che mostriamo verso chi è nel bisogno — devono tutte rispecchiare la luce di Gesù. Non si tratta solo di evitare il peccato, ma di cercare attivamente di essere una forza per il bene e la giustizia in un mondo spesso offuscato dalle tenebre. 

In terzo luogo, vivere questa realtà significa impegnarsi con le nostre comunità. Gesù non ci ha chiamati a ritirarci nell’isolamento, ma a essere un faro nella società. Lo ha dimostrato attraverso le Sue interazioni con tutti, dai pubblicani ai lebbrosi. Allo stesso modo, siamo chiamati a impegnarci con le nostre comunità, portando speranza e luce nei luoghi di disperazione. Che sia attraverso il volontariato, la partecipazione ad attività di costruzione della comunità o semplicemente essendo un buon vicino, il nostro coinvolgimento può essere una testimonianza della potere trasformativo

Infine, dobbiamo condividere il Vangelo, la luce suprema. In Matteo 28,19-20, Gesù comanda: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”. Condividere la nostra fede, attraverso parole e opere, permette agli altri di sperimentare la luce di Cristo e di unirsi alla famiglia dei credenti. 

In sintesi: 

  • Coltivare una relazione personale con Gesù attraverso la preghiera, la Scrittura e lo Spirito Santo.
  • Riflettere l’integrità e l’amore di Cristo nelle parole, nelle azioni e nelle scelte quotidiane.
  • Impegnarsi con le comunità e portare speranza attraverso un coinvolgimento compassionevole.
  • Condividere il Vangelo, incarnando ed estendendo agli altri la luce suprema di Gesù.

Qual è la posizione della Chiesa Cattolica su Gesù come Luce del Mondo?

La Chiesa cattolica sostiene da tempo che Gesù come “Luce del mondo” non sia solo una metafora, ma una verità profonda che permea la teologia e il culto quotidiano. Questa convinzione è radicata profondamente nella Scrittura e nella Tradizione, riecheggiando le parole di Cristo stesso. Quando Gesù proclama: “Io sono la luce del mondo” (Giovanni 8,12), sta dichiarando la Sua natura divina e la Sua missione di portare salvezza e verità a tutta l’umanità. La Chiesa vede questa luce come una guida, che illumina il cammino verso Dio e fornisce una bussola morale per i credenti. 

Dai primi Padri della Chiesa ai teologi contemporanei, la comprensione cattolica di Gesù come Luce coinvolge sia l’illuminazione spirituale che la guida pratica. Sant’Agostino, ad esempio, interpretava Gesù come la Luce che dissipa le tenebre del peccato e dell’ignoranza. Allo stesso modo, San Tommaso d’Aquino vedeva la luce di Cristo come essenziale per comprendere saggezza divina e vivere una vita virtuosa. Questa intuizione teologica informa la liturgia della Chiesa, come si vede nel servizio della Veglia pasquale, dove il Cero pasquale simboleggia Cristo come Luce che sorge in trionfo sulle tenebre e sulla morte. 

Nella pratica quotidiana, la Chiesa cattolica incoraggia i fedeli ad accogliere questa luce, riflettendo l’amore e la verità di Cristo nelle loro azioni. La Chiesa insegna che, seguendo Gesù, i credenti sono chiamati a essere “luce del mondo” (Matteo 5,14), esemplificando i valori cristiani e diffondendo il Vangelo. Questa chiamata all’azione è particolarmente evidente nelle opere di misericordia e giustizia sociale, dove i cattolici sono esortati a portare luce negli angoli più bui della società. 

Sintesi: 

  • La Chiesa cattolica vede Gesù come “Luce del mondo” sia come una verità spirituale che pratica.
  • Questa convinzione è profondamente radicata nella Scrittura, in particolare in Giovanni 8,12, ed è stata sostenuta da Padri della Chiesa come Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino.
  • La liturgia cattolica, in particolare la Veglia pasquale, simboleggia Cristo come Luce trionfante sulle tenebre e sulla morte.
  • I credenti sono incoraggiati a riflettere la luce di Cristo nelle loro vite, promuovendo i valori cristiani e impegnandosi in atti di misericordia e giustizia sociale.

Qual è l'interpretazione psicologica di Gesù come Luce del Mondo?

Storicamente, la psicologia umana ha spesso esplorato il simbolo della luce come metafora di illuminazione, speranza e chiarezza. Da una prospettiva psicologica, l’idea di Gesù come Luce del mondo tocca diverse aree critiche dell’esperienza umana e del benessere mentale.

Nei momenti di disperazione personale, l’oscurità diventa spesso una metafora prevalente, che simboleggia confusione, paura e un senso opprimente di perdita. La dichiarazione di Gesù come Luce del mondo offre una contro-narrazione a questa oscurità, incarnando la promessa di guida, comprensione e un percorso verso la guarigione. Psicologicamente, questa luce può essere vista come una fonte di forza interiore e direzione, fornendo ai credenti un’ancora in mezzo ai mari tumultuosi della vita. 

Inoltre, questa metafora parla del potere trasformativo della luce. Proprio come una singola candela può illuminare un’intera stanza, la presenza di Gesù nella vita di una persona può portare un cambiamento profondo. Quando gli individui accolgono questa luce, spesso sperimentano uno spostamento nei loro paesaggi cognitivi ed emotivi, passando da sentimenti di isolamento e insignificanza a un senso di appartenenza e scopo. 

Inoltre, la luce di Gesù può anche essere vista attraverso la lente dei principi cognitivo-comportamentali. La luce rappresenta la consapevolezza e la verità, esortando gli individui a confrontarsi e a dissipare le credenze irrazionali e le distorsioni cognitive che offuscano le loro menti. Attraverso questa lente, insegnamenti di Gesù incoraggiano un impegno verso la realtà, promuovendo la resilienza mentale e una percezione più sana e accurata di sé e del mondo. 

Infine, la comunità e la fede condivisa amplificano l’impatto psicologico di Gesù come Luce del mondo. Quando i credenti si riuniscono, riflettono questa luce tra loro, creando un ambiente di sostegno dove le lotte individuali vengono accolte con compassione e comprensione collettiva. Questa comunità diventa un faro di speranza e una testimonianza del potere duraturo della luce condivisa.  

Riassumiamo: 

  • Gesù come Luce del mondo contrasta la disperazione personale con guida e speranza.
  • La metafora della luce rappresenta un profondo potere trasformativo nella vita dei credenti.
  • La luce incoraggia ad affrontare e dissipare le distorsioni cognitive e ad abbracciare la verità.
  • La comunità amplifica i benefici psicologici della fede condivisa e della compassione collettiva.

Cosa hanno detto i Padri della Chiesa su Gesù come Luce del Mondo?

I primi Padri della Chiesa, immersi nelle Scritture e nella nascente dottrina del fede cristiana, hanno frequentemente esposto il concetto di Gesù come Luce del mondo. I loro scritti forniscono un ricco arazzo di intuizioni teologiche che continuano a informare e ispirare i credenti oggi. 

Sant’Agostino d’Ippona, ad esempio, vedeva Gesù come la fonte di ogni verità e illuminazione. Egli affermò famosamente: “Cristo non è solo la Luce del mondo, ma anche il vero Sole dell’anima”. Agostino credeva che la luce di Cristo illuminasse le tenebre all’interno dell’anima umana, conducendo gli individui fuori dall’ignoranza e dal peccato verso una relazione con Dio. 

Allo stesso modo, Sant’Atanasio, figura centrale nella difesa dell’ortodossia nicena, articolò l’idea che Gesù, come Logos o Parola di Dio, sia intrinsecamente luce. Sottolineò che la creazione del mondo ha coinvolto la luce divina di Cristo, che porta ordine e vita dove c’è caos e morte. Per Atanasio, la luce di Gesù non era solo una metafora, ma significava il Suo ruolo effettivo nel piano divino di salvezza e creazione. 

San Giovanni Crisostomo elaborò le implicazioni pratiche della luce di Gesù, esortando i cristiani a riflettere quella luce attraverso le loro opere e le loro vite. Predicò che i credenti sono chiamati a essere “luci nel mondo” incarnando virtù simili a quelle di Cristo come amore, umiltà e compassione. Per Crisostomo, il potere trasformativo della luce di Cristo si estendeva oltre la salvezza individuale per comprendere una missione comunitaria di vivere come fari di fede e moralità. 

Inoltre, Origene, un antico studioso cristiano, interpretò la luce di Cristo sia come un’illuminazione fisica che come un risveglio spirituale. Nei suoi scritti, suggerì che la luce fisica del mondo nella Genesi prefigura la venuta di Cristo, che completa la rivelazione della creazione e offre illuminazione all’umanità. L’esegesi di Origene evidenzia la continuità tra creazione e salvezza, entrambe iniziate dalla luce del Logos divino.

Riassumiamo:  

  • I Padri della Chiesa vedevano la luce di Gesù sia come illuminazione spirituale che come verità guida per i credenti.
  • Sant’Agostino enfatizzò Cristo come Sole dell’anima, portatore di illuminazione e verità.
  • Sant’Atanasio collegò il ruolo di Gesù come Logos alla creazione e al piano divino di salvezza.
  • San Giovanni Crisostomo e Origene sottolinearono le implicazioni pratiche e cosmiche di Gesù come Luce del mondo.


Fatti e statistiche

La frase “Luce del mondo” appare 7 volte nel Nuovo Testamento

L’80% dei cristiani crede che il fatto che Gesù sia la Luce del mondo significhi speranza e salvezza

In un sondaggio, il 65% degli intervistati ha associato il concetto di luce a guida e verità

Il Vangelo di Giovanni menziona Gesù come Luce del mondo in 3 passaggi distinti

Il 90% dei teologi cristiani concorda sul fatto che la metafora della luce sia centrale per comprendere il ruolo di Gesù nel Nuovo Testamento

Riferimenti

Matteo 5:14-16

Giovanni 9:5

Giovanni 9:39

Giovanni 12:36

Giovanni 3:16

Matteo 5:16

Luca 1:79

Giovanni 12:35



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