Papa Leone XIV esorta il mondo a non dimenticare il Myanmar; la Pasqua "da speranza alla vita di tutti i giorni"





Papa Leone XIV saluta i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la sua udienza generale il 5 novembre 2025, in Vaticano. / Credito: Categoria: Media vaticani

Città del Vaticano, 5 novembre 2025 / 08:20 (CNA).

Papa Leone XIV ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché non abbandoni il popolo del Myanmar, in quanto il paese rimane attanagliato dalla guerra civile e da gravi necessità umanitarie. Ha fatto l'appello durante la sua udienza generale settimanale in Piazza San Pietro, che comprendeva anche una catechesi su come la risurrezione di Cristo faccia luce sulla sofferenza e sulla morte.

"Fratelli e sorelle, vi invito a unirvi a me nella preghiera per coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in diverse parti del mondo. Penso in particolare al Myanmar ed esorto la comunità internazionale a non dimenticare il popolo birmano e a fornire la necessaria assistenza umanitaria", ha detto il Papa davanti a migliaia di pellegrini.

Leo ha espresso la sua preoccupazione per la violenza di lunga data nella nazione asiatica, dove i civili continuano a soffrire di scontri armati, sfollamenti forzati e mancanza di risorse di base. Le stime delle Nazioni Unite mostrano che la crisi ha raggiunto livelli catastrofici, con quasi 20 milioni di persone che dovrebbero aver bisogno di assistenza nel 2025 e circa 3,5 milioni di sfollati interni, molti dei quali vivono in condizioni precarie. La situazione è stata aggravata da catastrofi naturali come un terremoto a marzo e da finanziamenti internazionali limitati.

Papa Leone XIV saluta i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per l'udienza generale di mercoledì 5 novembre 2025 in Vaticano. Credito: Categoria: Media vaticani
Papa Leone XIV saluta i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per l'udienza generale di mercoledì 5 novembre 2025 in Vaticano. Credito: Categoria: Media vaticani

La Santa Sede ha più volte espresso la sua vicinanza al popolo del Myanmar. Dallo scoppio della violenza, il Papa ha inviato appelli per il dialogo e la riconciliazione, invitando tutte le parti a rifiutare la vendetta e a cercare la pace attraverso la comprensione reciproca.

Catechesi: La Pasqua come bussola nella vita quotidiana

All'inizio dell'udienza, Papa Leone ha proseguito la catechesi del Giubileo 2025 sul tema "Gesù Cristo nostra speranza", riflettendo su come la risurrezione dia senso alle sfide quotidiane.

"Il mistero pasquale è la pietra angolare della vita cristiana, attorno alla quale ruotano tutti gli altri eventi. Possiamo dire, quindi, senza alcun irenismo o sentimentalismo, che ogni giorno è Pasqua".

"La Pasqua di Gesù è un evento che non appartiene a un passato lontano, ormai radicato nella tradizione come tanti altri episodi della storia umana. Ora per ora, abbiamo così tante esperienze diverse: dolore, sofferenza, tristezza, intrecciati con gioia, meraviglia, serenità. Ma in ogni situazione il cuore umano anela alla pienezza, a una felicità profonda", ha spiegato.

Citando Santa Teresa Benedetta della Croce, il cui nome secolare era Edith Stein, Leo disse: "Siamo immersi nella limitazione, ma ci sforziamo anche di superarla." Stein, un filosofo tedesco di origine ebraica diventato suora carmelitana e martirizzato ad Auschwitz, è stato canonizzato nel 1998 e nominato co-patrono d'Europa.

Papa Leone XIV benedice un bambino in Piazza San Pietro durante l'udienza generale di mercoledì 5 novembre 2025 in Vaticano. Credito: Categoria: Media vaticani
Papa Leone XIV benedice un bambino in Piazza San Pietro durante l'udienza generale di mercoledì 5 novembre 2025 in Vaticano. Credito: Categoria: Media vaticani

Il papa ha descritto l'annuncio pasquale come "la notizia più bella, gioiosa e travolgente che abbia mai risuonato in tutta la storia", perché proclama "la vittoria dell'amore sul peccato e della vita sulla morte".

Ricordando le donne che hanno trovato la tomba vuota, Leo ha detto che quel momento "cambia tutto, il corso della storia umana e il destino di ogni persona". Da quel giorno, ha detto, "Gesù avrà anche questo titolo: il Vivente."

"In lui abbiamo la certezza di riuscire sempre a trovare la stella polare verso cui dirigere le nostre vite apparentemente caotiche, segnate da eventi che spesso appaiono confusi, inaccettabili, incomprensibili: il male nelle sue molteplici forme, la sofferenza, la morte", ha proseguito. "Meditando il mistero della Risurrezione, troviamo una risposta alla nostra sete di significato."

Il Papa ha detto che vista alla luce della Pasqua, "la via della croce si trasfigura nella via della luce. Dobbiamo assaporare e meditare sulla gioia dopo il dolore, per ripercorrere sotto una nuova luce tutte le tappe che hanno preceduto la Risurrezione."

"La Pasqua non elimina la croce, ma la sconfigge nel duello miracoloso che ha cambiato la nostra storia umana", ha detto. "Anche il nostro tempo, segnato da tante croci, invoca l'alba della speranza pasquale. La risurrezione di Cristo non è un'idea, una teoria, ma l'evento che è alla base della fede. Lui, il Risorto, per mezzo dello Spirito Santo, continua a ricordarcelo, perché possiamo essere suoi testimoni anche là dove la storia umana non vede la luce all'orizzonte. La speranza pasquale non delude."

Questa storia è stata pubblicata per la prima volta da ACI Prensa, partner di notizie in lingua spagnola della CNA. È stato tradotto e adattato dalla CNA.

https://www.catholicnewsagency.com/news/267599/pope-leo-xiv-at-audience-urges-world-not-to-forget-myanmar-says-easter-gives-hope-to-everyday-life

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