Cosa significa "Molti sono chiamati, pochi sono scelti" nella Bibbia?
Nel Vangelo di Matteo incontriamo le parole profonde e impegnative di nostro Signore: "Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti" (Matteo 22:14). Questa frase conclude la parabola della festa nuziale, una parabola che ci invita a riflettere profondamente sulla nostra risposta al generoso invito di Dio al Regno dei cieli.
Nella parabola, un re prepara un banchetto di nozze per suo figlio e manda i suoi servi ad invitare gli ospiti. Inizialmente, gli invitati si rifiutano di venire, alcuni addirittura maltrattano e uccidono i servi. Il re poi estende l'invito a tutti coloro che i suoi servitori possono trovare, sia buoni che cattivi, riempiendo la sala del banchetto. Tuttavia, quando il re entra per vedere gli ospiti, trova un uomo che non indossa abiti da sposa e gli ordina di essere gettato nell'oscurità.
Questa parabola ci insegna diverse lezioni importanti:
- Invito universale di Dio:L'invito del re rappresenta la chiamata di Dio a tutta l'umanità ad entrare nel Regno dei cieli. Questa chiamata si estende a tutti senza eccezioni, mostrando la generosità sconfinata dell'amore e della misericordia di Dio.
- Risposta umana:Le varie risposte all'invito del re illustrano come le persone reagiscono alla chiamata di Dio. Alcuni lo ignorano, altri lo rifiutano apertamente, mentre alcuni lo accettano ma non lo prendono sul serio.
- Prontezza e preparazione:Gli abiti nuziali simboleggiano la giustizia e la nuova vita che siamo chiamati ad abbracciare come seguaci di Cristo. L'uomo senza abiti da sposa rappresenta coloro che rispondono alla chiamata di Dio ma non si preparano adeguatamente vivendo secondo la volontà di Dio.
- Giudizio divino:L'ispezione degli ospiti da parte del re e l'espulsione dell'ospite impreparato ci ricordano che l'ingresso nel Regno dei cieli richiede più di una semplice risposta positiva iniziale; necessita di una vita trasformata dalla grazia e impegnata negli insegnamenti di Cristo.
L'espressione "Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti" sottolinea la realtà che, mentre la chiamata di Dio è estesa a tutti, essere scelti richiede una risposta sincera e una vera trasformazione. È una chiamata a vivere la nostra fede con integrità, umiltà e amore, riconoscendo che la nostra partecipazione al banchetto divino è sia un dono che una responsabilità.
Mentre riflettiamo su queste parole di Gesù, chiediamoci come stiamo rispondendo alla chiamata di Dio. Ci stiamo preparando con gli "abiti da sposa" della rettitudine e della santità? Stiamo vivendo la nostra fede in un modo che riflette il nostro impegno verso Cristo e i Suoi insegnamenti? Abbracciamo l'invito con gioia e serietà, sapendo che attraverso la grazia di Dio possiamo essere tra gli eletti.
Sintesi:
- La frase conclude la parabola della festa nuziale (Matteo 22:14).
- Rappresenta la chiamata universale di Dio a tutta l'umanità per entrare nel Regno dei cieli.
- Le varie risposte evidenziano l'importanza della prontezza e di una vera trasformazione.
- Sottolinea il vivere la nostra fede con integrità, umiltà e amore.
—
Come interpretano i teologi la frase "Molti sono chiamati, pochi sono scelti"?
La frase "Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti" ha suscitato una profonda riflessione e varie interpretazioni tra i teologi. Questa esplorazione ci aiuta a comprendere l'interazione tra la grazia divina e la risposta umana nel cammino di fede.
1. Sovranità e Grazia Divina:
Alcuni teologi, in particolare della tradizione riformata, sottolineano la sovranità e la grazia di Dio. Suggeriscono che, mentre la chiamata di Dio alla salvezza è estesa a molti, solo pochi sono scelti secondo la Sua volontà divina. Questa visione mette in luce il mistero della grazia di Dio e la realtà che la nostra salvezza è in definitiva un dono di Dio, non qualcosa che possiamo guadagnare.
2. Libero arbitrio e responsabilità dell'uomo:
Altri teologi sottolineano il ruolo del libero arbitrio e della responsabilità umana. Sostengono che la chiamata di Dio è veramente universale e che la scelta dipende dal modo in cui gli individui rispondono a tale chiamata. Questa interpretazione sottolinea la necessità del pentimento, della fede e dell'impegno a vivere secondo i comandamenti di Dio. Ci chiama a partecipare attivamente alla nostra salvezza attraverso le nostre scelte e azioni.
3. La Chiesa e i Sacramenti:
Nella teologia cattolica, la frase è spesso compresa nel contesto della Chiesa e dei sacramenti. La Chiesa insegna che attraverso i sacramenti, in particolare il battesimo, tutti sono chiamati a far parte del Corpo di Cristo. Tuttavia, essere scelti comporta un impegno più profondo a vivere la grazia sacramentale ricevuta. Implica una conversione continua e la fedeltà agli insegnamenti della Chiesa.
4. Conversione continua e santità:
I teologi contemporanei sottolineano spesso la necessità di una continua conversione e santità. Vedono la frase come una chiamata alla trasformazione in corso, dove essere scelti non è un evento una tantum, ma un viaggio per tutta la vita per avvicinarsi a Dio. Questa prospettiva risuona con gli insegnamenti di Papa Francesco, che parla spesso dell'importanza di una fede dinamica e viva, caratterizzata dalla misericordia, dalla compassione e dall'impegno per la giustizia.
In tutte queste interpretazioni emerge un filo conduttore: la chiamata a rispondere all'invito di Dio con cuore sincero e trasformato. Ci ricorda che, mentre la grazia di Dio è data liberamente, la nostra risposta a tale grazia deve essere di fede attiva e di impegno.
Mentre riflettiamo su questa frase, facciamo attenzione a come stiamo vivendo la nostra chiamata ad essere discepoli di Cristo. Abbracciamo la grazia di Dio e le permettiamo di trasformare la nostra vita? Siamo impegnati nel cammino della conversione continua e della santità? Cerchiamo di essere tra coloro che non solo sono chiamati, ma anche eletti, vivendo la nostra fede con integrità e amore.
Sintesi:
- I teologi offrono interpretazioni diverse, sottolineando la grazia divina e la risposta umana.
- Alcuni mettono in luce la sovranità di Dio e il mistero della grazia.
- Altri si concentrano sul libero arbitrio umano e sulla necessità del pentimento e della fede.
- Le concezioni contemporanee enfatizzano la conversione continua e la santità.
—
Cosa significa essere "chiamati" secondo la Bibbia?
Nella Bibbia, essere "chiamati" significa un invito da parte di Dio ad entrare in relazione con Lui e a partecipare alla Sua missione divina. Questo concetto è ampiamente intessuto in tutta la Scrittura, evidenziando sia l'universalità della chiamata di Dio sia la risposta personale che essa richiede.
1. Appello Universale alla Salvezza:
La Bibbia rivela che la chiamata di Dio alla salvezza si estende a tutta l'umanità. Nell'Antico Testamento i profeti parlavano spesso della chiamata di Dio al Suo popolo, invitandolo a ritornare a Lui e a vivere secondo il Suo patto. Isaia 55:1-3, per esempio, è un bellissimo invito da parte di Dio a venire e ricevere le Sue benedizioni liberamente. Nel Nuovo Testamento, Gesù estende questa chiamata attraverso i Suoi insegnamenti e parabole, sottolineando che il Regno dei Cieli è aperto a tutti coloro che rispondono con fede.
2. Chiamata personale al discepolato:
Essere chiamati ha anche una dimensione personale. La chiamata di Gesù ai suoi discepoli ne è un esempio lampante. Quando Gesù chiamò Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, li invitò a lasciare la loro vita precedente e a seguirlo (Matteo 4:18-22). Questa chiamata al discepolato non era semplicemente un invito a seguire una serie di insegnamenti, ma ad entrare in una relazione personale con Gesù, ad imparare da Lui e ad essere trasformati dal Suo amore.
3. Appello alla santità e alla missione:
La chiamata di Dio include un invito alla santità e alla partecipazione alla sua missione. Nelle Epistole, Paolo parla spesso di essere chiamato alla santità. Ad esempio, in 1 Tessalonicesi 4:7, Paolo scrive: "Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santità". Questa chiamata alla santità è una chiamata a vivere in modo degno del Regno di Dio, riflettendo il suo amore e la sua grazia nella nostra vita.
4. Chiamata al servizio e all'amore:
Essere chiamati significa anche essere invitati a servire gli altri e a vivere l'amore di Cristo. Nella Parabola del Buon Samaritano (Luca 10:25-37), Gesù illustra che la nostra chiamata include amare il prossimo come noi stessi e agire con compassione e misericordia. Questa chiamata al servizio è un aspetto essenziale della vita cristiana, poiché siamo chiamati ad essere strumenti dell'amore di Dio nel mondo.
In sostanza, essere "chiamati" nel senso biblico significa ricevere un invito da Dio che comprende la salvezza, il discepolato, la santità e il servizio. È una chiamata ad entrare in una relazione trasformativa con Dio e a partecipare alla Sua opera redentrice nel mondo.
Mentre consideriamo la nostra chiamata, riflettiamo su come stiamo rispondendo all'invito di Dio. Stiamo abbracciando la pienezza di questa chiamata nella nostra vita, sforzandoci di vivere in santità e di servire gli altri con amore? Cerchiamo di rispondere alla chiamata di Dio con cuore aperto, lasciando che la sua grazia ci trasformi e ci guidi nella sua missione.
Sintesi:
- Essere "chiamati" significa l'invito di Dio a una relazione e alla Sua missione.
- Comprende una chiamata universale alla salvezza e una chiamata personale al discepolato.
- Si tratta di una chiamata alla santità, che riflette l'amore e la grazia di Dio.
- Comprende una chiamata a servire gli altri e a vivere l'amore di Cristo.
—
Cosa significa essere "scelti" secondo la Bibbia?
Essere "scelti" nella Bibbia significa essere selezionati da Dio per uno scopo, una missione o una relazione specifici. Questo concetto è radicato nella sovranità e nella grazia di Dio e comporta implicazioni significative per coloro che sono scelti.
1. Scelto da Grace:
In tutta la Scrittura, l'idea di essere scelti è strettamente legata alla grazia di Dio. Nell'Antico Testamento, Israele è descritto come il popolo eletto di Dio, non per i propri meriti, ma per l'amore e la promessa di Dio (Deuteronomio 7:6-8). Questa elezione per grazia è un tema fondamentale, che sottolinea che la scelta di Dio è un atto di amore e di favore divini.
2. Scelti per la missione:
Essere scelti spesso comporta essere messi da parte per una missione o uno scopo particolare. Nel Nuovo Testamento, gli apostoli furono scelti da Gesù per essere i Suoi più stretti seguaci e per svolgere la Sua missione (Giovanni 15:16). Questa scelta ha comportato una chiamata a testimoniare, a predicare il Vangelo e a servire gli altri nel nome di Dio.
di Cristo. Gli eletti non sono solo destinatari del favore di Dio, ma anche partecipanti al Suo piano di redenzione.
3. Scelti per la santità:
La chiamata da scegliere include una chiamata alla santità e alla santificazione. Paolo scrive agli Efesini: "Egli ci ha scelti in Lui prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a Lui" (Efesini 1:4). Questo versetto sottolinea che essere scelti comporta una trasformazione a somiglianza di Cristo, vivendo una vita che riflette la santità e la giustizia di Dio.
4. Scelto per la comunità:
Essere scelti pone anche gli individui all'interno di una comunità di credenti. Pietro scrive: "Ma tu sei una razza eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo di sua proprietà" (1 Pietro 2:9). Questo aspetto collettivo della scelta sottolinea che la scelta di Dio porta gli individui in un'identità comunitaria con lo scopo comune di proclamare le Sue lodi e vivere i valori del Suo Regno.
5. Scelto tra le sfide:
La narrazione biblica mostra anche che essere scelti non esime da prove e sfide. Giuseppe, scelto da Dio per salvare la sua famiglia e molti altri, sopportò grandi sofferenze prima di realizzare il suo scopo (Genesi 37-50). Allo stesso modo, gli apostoli affrontarono la persecuzione e il martirio. Essere scelti spesso comporta un percorso segnato sia dal proposito divino che dalle difficoltà umane.
Essere scelti, quindi, è un'esperienza profonda e umiliante. È un invito ad abbracciare la grazia di Dio, a partecipare alla sua missione, a perseguire la santità, a unirsi a una comunità di fede e a sopportare fedelmente le sfide che derivano da questa selezione divina.
Mentre riflettiamo su cosa significhi essere scelti, consideriamo come stiamo vivendo questa chiamata nella nostra vita. Stiamo abbracciando la grazia, la missione, la santità, la comunità e la perseveranza che l'essere scelti comporta? Cerchiamo di vivere come il popolo eletto di Dio, fedele al Suo proposito e trasformato dal Suo amore.
Sintesi:
- Essere scelti implica essere scelti da Dio per uno scopo o una relazione specifici.
- È un atto di grazia divina, non basato sul merito umano.
- Comprende una chiamata alla missione, alla santità e alla partecipazione al piano redentore di Dio.
- Pone gli individui all'interno di una comunità di credenti e spesso comporta sfide durature.
—
In che modo il concetto di "scelto" si riferisce alla grazia e alla salvezza di Dio?
Il concetto di "scelto" è profondamente intrecciato con i temi della grazia e della salvezza di Dio, rivelando le profondità dell'amore e della misericordia di Dio. Evidenzia il rapporto dinamico tra iniziativa divina e risposta umana nel cammino di fede.
1. Grace come Fondazione:
Al centro dell'essere scelti c'è la grazia immeritata di Dio. Efesini 2:8-9 ci ricorda: "Poiché per grazia siete stati salvati mediante la fede. E questo non è opera tua; è il dono di Dio, non il risultato delle opere, perché nessuno si vanti". Questa grazia è il fondamento su cui è costruita la nostra scelta. È l'iniziativa di Dio, la sua chiamata amorevole a noi, che ci trascina in una relazione con Lui. Siamo scelti non per i nostri meriti, ma per il suo infinito amore e misericordia.
2. La salvezza come dono:
La salvezza è presentata nella Bibbia come un dono che deriva dalla grazia di Dio. Essere scelti da Dio significa essere invitati a ricevere questo dono della salvezza. Romani 8:29-30 parla dell'opera predestinante di Dio: "Poiché coloro che Egli ha preconosciuto hanno anche predestinato ad essere conformi all'immagine di Suo Figlio... e coloro che Egli ha predestinato hanno anche chiamato, e coloro che Egli ha chiamato hanno anche giustificato, e coloro che Egli ha giustificato hanno anche glorificato". Questo passaggio mostra il collegamento senza soluzione di continuità tra l'essere scelti e il processo di salvezza, che culmina nella glorificazione con Cristo.
3. Trasformazione attraverso la grazia:
Essere scelti implica una trasformazione resa possibile dalla grazia di Dio. In 2 Corinzi 5:17, Paolo scrive: "Perciò, se qualcuno è in Cristo, è una nuova creazione. Il vecchio è morto; ecco, il nuovo è arrivato." Questa trasformazione è sia un privilegio che una responsabilità. Come persone elette, siamo chiamati a vivere vite che riflettono la grazia che abbiamo ricevuto, incarnando l'amore, la compassione e la santità di Dio.
4. Una chiamata alla missione:
La nostra scelta comporta anche una chiamata alla missione. Proprio come Gesù scelse gli apostoli per svolgere la Sua opera sulla terra, così anche noi siamo scelti per essere le Sue mani e i Suoi piedi nel mondo. Matteo 28:19-20, la Grande Commissione, estende questa missione a tutti i credenti: "Andate dunque e fate discepoli tutte le nazioni, battezzandole... insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato". Essere scelti significa partecipare attivamente alla missione redentrice di Dio.
5. Assicurazione e speranza:
Il concetto di essere scelti offre ai credenti sicurezza e speranza. Sapere che siamo scelti da Dio, amati e chiamati da Lui, ci dà fiducia nella nostra salvezza. Ci rassicura della Sua presenza costante e del Suo impegno a portare a compimento la Sua opera in noi (Filippesi 1:6).
Mentre contempliamo il rapporto tra l'essere scelti, la grazia di Dio e la salvezza, colmiamoci di gratitudine e di un rinnovato impegno a vivere la nostra chiamata con fedeltà e gioia. Abbracciamo con umiltà il dono della salvezza e lasciamo che la grazia di Dio ci trasformi, guidandoci nella nostra missione di condividere il suo amore con il mondo.
Sintesi:
- Essere scelti è radicato nella grazia immeritata di Dio.
- La salvezza è un dono che scaturisce dalla grazia di Dio e dalla nostra scelta.
- La trasformazione attraverso la grazia è un aspetto chiave dell'essere scelti.
- Essere scelti comporta una chiamata alla missione e fornisce sicurezza e speranza.
—
Quali sono alcune idee sbagliate comuni su Matteo 22:14?
La frase "Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti" (Matteo 22:14) porta spesso a varie idee sbagliate che possono oscurarne il vero significato. Questi malintesi possono derivare da interpretazioni culturali, teologiche e personali che non si allineano al più ampio contesto biblico o alle intenzioni dell'insegnamento di Gesù.
1. Favoritismo divino:
Un malinteso comune è che la frase suggerisca il favoritismo divino, in cui Dio sceglie arbitrariamente alcuni individui per la salvezza escludendone altri. Questa interpretazione può portare a credere che l'amore e l'invito di Dio siano limitati. Tuttavia, la parabola della festa nuziale, in cui compare questa frase, illustra la chiamata inclusiva di Dio a tutta l'umanità. L'invito del re è esteso a tutti, a simboleggiare il desiderio di Dio che tutti facciano parte del Suo Regno. La distinzione tra i chiamati e gli eletti evidenzia la responsabilità umana nel rispondere all'invito di Dio.
2. Predestinazione senza agenzia umana:
Un altro malinteso è che la frase supporta una visione deterministica della predestinazione, in cui il libero arbitrio umano non gioca alcun ruolo nella salvezza. Alcuni potrebbero interpretare "pochi sono scelti" nel senso che solo un gruppo predestinato sarà salvato, indipendentemente dalle loro azioni o scelte. Tuttavia, la parabola sottolinea l'importanza della risposta individuale e della preparazione. L'uomo senza abiti da sposa, che viene cacciato, rappresenta coloro che non riescono a vivere la loro fede in modo autentico e responsabile.
3. Accettazione superficiale:
Un ulteriore malinteso è l'idea che la semplice accettazione dell'invito sia sufficiente per essere scelti. Questa visione trascura la necessità di un'accettazione autentica e trasformativa della chiamata di Dio. L'abito nuziale nella parabola simboleggia la giustizia e la nuova vita che i credenti devono abbracciare. Essere scelti comporta più di una semplice accettazione iniziale; richiede un impegno costante e una vita che rifletta i valori del Regno dei Cieli.
4. Esclusività del bando:
Alcuni credono che la chiamata stessa sia esclusiva, limitata a un gruppo specifico o a persone scelte. Tuttavia, la parabola sottolinea la natura universale della chiamata di Dio. L'invito è esteso "sia al bene che al male", indicando che tutti sono invitati a partecipare al Regno di Dio. La sfida sta nel modo in cui gli individui rispondono a questa chiamata, se si preparano adeguatamente a far parte del banchetto divino.
5. Interpretazione errata della prontezza:
Infine, c'è un equivoco su cosa significhi essere preparati o degni dell'invito. Alcuni potrebbero interpretare gli abiti da sposa letteralmente, mancando il significato simbolico. L'abito nuziale rappresenta una vita trasformata dalla grazia di Dio, caratterizzata da rettitudine e obbedienza. Non si tratta di apparenze esteriori, ma della trasformazione interiore e dell'impegno a vivere secondo la volontà di Dio.
Comprendere queste idee sbagliate ci aiuta a cogliere il vero messaggio di Gesù in Matteo 22:14. Ci chiama a una risposta sincera e sincera all'invito universale di Dio, sottolineando la necessità di una vita che rifletta la sua grazia e la sua giustizia.
Sintesi:
- L'errata concezione del favoritismo divino trascura la chiamata universale di Dio.
- La predestinazione senza l'intervento umano ignora l'importanza della risposta individuale.
- L'accettazione superficiale trascura la necessità di un impegno e di una trasformazione continui.
- Credere nell'esclusività della chiamata ignora l'invito universale.
- L'interpretazione letterale della prontezza manca del significato simbolico della rettitudine e della trasformazione interiore.
—
In che modo diverse denominazioni cristiane interpretano la frase "Molti sono chiamati, pochi sono scelti"?
Le denominazioni cristiane offrono interpretazioni diverse di "Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti", riflettendo i loro quadri teologici e la comprensione della salvezza, della grazia e della responsabilità umana.
1. Interpretazione cattolica:
La Chiesa cattolica insegna che, mentre la chiamata di Dio alla salvezza è universale, la scelta implica una risposta personale alla grazia di Dio, spesso mediata dai sacramenti. I cattolici credono che attraverso il battesimo, gli individui sono iniziati nella comunità cristiana e ricevono la grazia santificante. Tuttavia, rimanere in uno stato di grazia richiede una conversione continua e l'adesione agli insegnamenti della Chiesa. La frase sottolinea la necessità di vivere una vita di santità e di partecipare alla vita sacramentale della Chiesa.
2. Interpretazione ortodossa orientale:
La Chiesa ortodossa orientale condivide somiglianze con il cattolicesimo, sottolineando la sinergia tra la grazia divina e il libero arbitrio umano. L'Ortodossia insegna che la chiamata di Dio è estesa a tutti, ma essere scelti implica un processo continuo di teosi, o diventare più simili a Dio attraverso la cooperazione con la Sua grazia. Questo processo è facilitato dalla vita sacramentale, dalla preghiera e dalle pratiche ascetiche. La frase sottolinea l'importanza della vigilanza spirituale e della ricerca della santità.
3. Interpretazioni protestanti:
All'interno del protestantesimo, le interpretazioni variano in modo significativo:
- Tradizione riformata (calvinismo):I calvinisti interpretano la frase attraverso la dottrina della predestinazione, dove Dio, nella Sua sovranità, ha scelto gli eletti per la salvezza. Questa scelta non si basa sul merito umano, ma unicamente sulla volontà di Dio. La chiamata alla salvezza è estesa in modo ampio, ma solo gli eletti rispondono positivamente e alla fine vengono salvati.
- Tradizione armena:Gli Arminiani sottolineano il libero arbitrio umano e la portata universale della chiamata di Dio. Essi credono che mentre Dio chiama tutti alla salvezza, gli individui devono scegliere liberamente di accettare questa chiamata. Essere scelti dipende dalla risposta alla grazia di Dio, evidenziando il ruolo della responsabilità umana nel processo di salvezza.
- Tradizioni evangeliche e battiste:Queste tradizioni spesso enfatizzano la conversione personale e una decisione per Cristo. Insegnano che molti sono chiamati attraverso la predicazione del Vangelo, ma essere scelti implica la decisione di un individuo di accettare Gesù come Salvatore e Signore. Questa accettazione porta a una vita trasformata e al discepolato attivo.
4. Interpretazione anglicana:
La tradizione anglicana offre una visione equilibrata, riconoscendo sia la sovranità di Dio che la responsabilità umana. Gli anglicani affermano che Dio chiama tutti alla salvezza, ma gli individui devono rispondere attraverso la fede e l'obbedienza. La frase sottolinea la serietà del discepolato e la necessità di una vita che rifletta il proprio impegno di fede.
Tutte queste interpretazioni sottolineano l'importanza di una risposta sincera e impegnata alla chiamata di Dio. La frase "Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti" sfida i credenti a esaminare il proprio cammino di fede e a garantire che vivano secondo la volontà di Dio.
Sintesi:
- Le tradizioni cattoliche e ortodosse orientali enfatizzano la sinergia tra grazia e libero arbitrio, richiedendo una conversione continua.
- La tradizione riformata si concentra sulla predestinazione, con Dio che sceglie gli eletti.
- La tradizione arminiana mette in evidenza la chiamata universale e il libero arbitrio umano.
- Le tradizioni evangeliche e battiste enfatizzano la conversione personale e la decisione per Cristo.
- La tradizione anglicana bilancia la sovranità di Dio e la responsabilità umana.
—
Cosa dicono i Padri della Chiesa sul significato di Matteo 22:14?
San Giovanni Crisostomo, nelle sue omelie su Matteo, ci ricorda che questo detto giunge al termine della parabola della festa nuziale. Spiega che i "molti" che sono chiamati si riferiscono a tutti coloro che sono invitati a partecipare al regno di Dio, mentre i "pochi" che sono scelti sono quelli che rispondono con tutto il cuore a tale invito (Crisostomo, 2004). Il Crisostomo sottolinea che la chiamata di Dio va a tutti, ma non tutti la accettano o sono all'altezza delle sue esigenze. Egli scrive: "Poiché la chiamata era di grazia; Perché dunque punisce? Perché anche dopo la chiamata e un onore così grande, continuavano a fare del male." (Crisostomo, 2004)
Sant'Agostino, nelle sue riflessioni sulla predestinazione e sulla grazia, vede in questo versetto un richiamo alla misteriosa elezione di Dio. Egli insegna che mentre la chiamata del Vangelo va a molti, è Dio che alla fine sceglie e predestina alcuni per la salvezza (Augustine, 2002). Tuttavia Agostino è attento ad affermare la responsabilità umana, scrivendo che coloro che non sono scelti "periscono contro la volontà di Dio, che non si può dire che Dio abbia fatto la morte" (Agostino, 2002).
Origene offre una prospettiva interessante, suggerendo che ci sono diversi livelli di essere "chiamati" e "scelti". Egli scrive che si può essere "chiamati ad essere un apostolo" ma non necessariamente "scelti per essere un apostolo", usando l'esempio di Giuda (Agostino, 1968). Questo ci ricorda la natura continua della nostra risposta alla chiamata di Dio.
I Padri della Chiesa sottolineano costantemente sia la chiamata universale della grazia di Dio sia la necessità della risposta umana. Essi mettono in guardia contro la presunzione, ricordandoci che essere "chiamati" attraverso il battesimo o l'appartenenza alla Chiesa non è una garanzia di salvezza finale. Come afferma san Cirillo di Alessandria, "Non tutti gli israeliti appartengono veramente a Israele, anzi, i figli della promessa sono considerati come figli" (Jerome, 2010).
In tutto questo, cari amici, vediamo una tensione tra la scelta sovrana di Dio e il libero arbitrio umano. I Padri non risolvono pienamente questo mistero, ma ci chiamano a confidare nella giustizia e nella misericordia di Dio, a rispondere generosamente alla sua chiamata e a perseverare nella fede. Siamo grati per la chiamata di Dio nella nostra vita e ci sforziamo di essere tra gli "eletti" attraverso la nostra fedele risposta alla Sua grazia.
In che modo gli studiosi della Bibbia conciliano il concetto di "molti sono chiamati, pochi sono scelti" con l'idea dell'amore universale di Dio e del desiderio che tutti siano salvati?
In primo luogo, dobbiamo affermare senza esitazione che Dio desidera veramente la salvezza di tutti gli uomini. Come scrive san Paolo a Timoteo, Dio "desidera che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità" (1 Tm 2,4). Questa volontà salvifica universale di Dio è una verità fondamentale della nostra fede (Placher, 2015). La sfida è capire in che modo ciò si ricolleghi alle parole di Gesù sui "pochi" scelti.
Molti studiosi sottolineano che la parabola della festa nuziale, che si conclude con questo detto, non ha lo scopo di specificare il numero di salvati contro dannati. Piuttosto, sottolinea l'importanza di rispondere all'invito di Dio e di vivere secondo esso (Crisostomo, 2004). Gli "eletti" sono coloro che non solo ascoltano la chiamata, ma agiscono su di essa, vestendosi con l'abito della giustizia (Crisostomo, 2004).
Alcuni teologi, come Karl Barth, hanno proposto che in Cristo tutti siano stati scelti, che lo sappiano o meno. Tuttavia, questa visione affronta sfide bibliche e logiche (Bray, 2014). È importante mantenere sia l'offerta universale di salvezza di Dio sia la realtà della libertà umana di accettarla o rifiutarla.
Altri studiosi sottolineano che i concetti di "chiamata" e "scelta" nella Scrittura sono complessi. Ci sono diversi livelli di chiamata e di scelta, dalla chiamata generale che va a tutti, alle vocazioni specifiche degli individui, alla scelta finale di coloro che perseverano nella fede (Augustine, 1968; Crisostomo, 2004). Questa comprensione a più livelli può aiutarci a capire che la chiamata di Dio è davvero universale, anche se non tutte rispondono allo stesso modo.
Dobbiamo anche considerare il contesto pastorale dell'insegnamento di Gesù. Le sue parole sui "pochi" scelti possono essere intese per sfidare l'autocompiacimento e incoraggiare sforzi seri nella vita spirituale, piuttosto che per fare una dichiarazione definitiva sul numero di salvati (Chrysostom, 2004).
In definitiva, cari amici, dobbiamo tenere in tensione la verità dell'amore universale di Dio e la realtà della libertà umana. La grazia di Dio è offerta a tutti, ma non prevale sul nostro libero arbitrio. Come insegna il Catechismo, "A Dio tutti i momenti del tempo sono presenti nella loro immediatezza. Pertanto, quando stabilisce il suo piano eterno di «predestinazione», include in esso la libera risposta di ciascuno alla sua grazia» (CCC 600).
Confidiamo nella vastità della misericordia di Dio e prendiamo sul serio la nostra responsabilità di rispondere alla sua chiamata. Viviamo in modo da incoraggiare gli altri a riconoscere e accettare l'invito di Dio alla salvezza. E ricordiamoci sempre che il giudizio finale appartiene solo a Dio, il cui amore e saggezza superano di gran lunga la nostra comprensione.
Quale ruolo svolge il libero arbitrio nel concetto di essere "chiamati" e "scelti"?
In primo luogo, dobbiamo affermare che il libero arbitrio è un dono prezioso di Dio, una parte essenziale di ciò che significa essere creati a Sua immagine. Come ci ricorda il Catechismo, "La libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o non agire, di fare questo o quello, e quindi di compiere azioni deliberate sotto la propria responsabilità" (CCC 1731) (McBrien, 1994, n.d.). Questa libertà è fondamentale per la nostra dignità di persone umane e per la nostra capacità di amare Dio e il prossimo.
Nel contesto dell'essere "chiamati" e "scelti", il libero arbitrio svolge un ruolo cruciale. La chiamata di Dio si rivolge a tutti: è universale e incondizionata. Come vediamo nella parabola della festa di nozze, l'invito è esteso ampiamente (Bray, 2014; Placher, 2015). Ma il nostro libero arbitrio entra in gioco nel modo in cui rispondiamo a quella chiamata. Accettiamo l'invito? Indossiamo l'abito da sposa? Viviamo secondo le esigenze del Vangelo?
I Padri della Chiesa, nella loro saggezza, hanno riconosciuto questa interazione tra la grazia divina e la libertà umana. Sant'Agostino, che ha riflettuto profondamente su tali questioni, ha insistito sul fatto che, sebbene la grazia di Dio sia necessaria per la salvezza, essa non prevale sul nostro libero arbitrio. Ha scritto: "Colui che ti ha creato senza di te non ti giustificherà senza di te" (Parsons, 2014). La nostra collaborazione con la grazia è essenziale.
Allo stesso tempo, dobbiamo stare attenti a non cadere nell'errore del pelagianesimo, che enfatizza eccessivamente la capacità umana a scapito della grazia divina. Il nostro libero arbitrio è stato indebolito dal peccato e abbiamo costantemente bisogno della grazia di Dio per scegliere il bene (Placher, 2015). Come ci ricorda san Paolo, «è Dio che opera in voi, sia per volere che per operare per il suo beneplacito» (Filippesi 2:13).
Essere "scelti", nel senso biblico, non significa scegliere arbitrariamente alcuni e rifiutarne altri. Piuttosto, si riferisce a coloro che, per grazia di Dio e per la loro libera risposta, perseverano nella fede e nell'amore (Bray, 2014). Il nostro libero arbitrio svolge un ruolo in questo processo di santificazione, poiché scegliamo continuamente di cooperare con la grazia di Dio nella nostra vita.
Cari amici, ricordiamoci che la nostra libertà trova la sua massima espressione non nel fare ciò che vogliamo, ma nella libera scelta di amare Dio e di seguire la sua volontà. Come ha ben detto sant'Agostino, la vera libertà non è la capacità di peccare, ma la beata incapacità di peccare che deriva dall'essere così saldamente radicati nell'amore di Dio che non vogliamo più allontanarci da Lui (History Of The Christian Church Complete Eight Volumes In One, n.d.).
Nella nostra vita quotidiana, esercitiamo il nostro libero arbitrio nel rispondere generosamente alla chiamata di Dio. Scegliamo, ancora e ancora, di indossare l'abito nuziale della giustizia, di vivere secondo il Vangelo e di amare Dio e il prossimo. E lo facciamo con umiltà, sempre consapevoli del nostro bisogno della grazia e della misericordia di Dio.
Che lo Spirito Santo ci guidi nell'usare bene la nostra libertà, affinché possiamo essere sia "chiamati" che "eletti" in Cristo, alla gloria di Dio Padre. Amen.
