La Corte Suprema del Pakistan ha ordinato il rilascio degli ultimi tre uomini nel braccio della morte nel caso di omicidio del 2014 di una coppia cristiana, Shahzad Masih e sua moglie incinta, Shama Bibi.
Con questa decisione, insieme al rigetto di un appello statale contro l'assoluzione di altri 102 sospettati, nessuno rimane condannato o in prigione per l'attacco.
Background of the Attack
Il 4 novembre 2014, in un villaggio vicino a Kot Radha Kishan, una folla violenta attacked Shahzad e Shama dopo essere stati accusati di aver profanato pagine del Corano. La folla ha picchiato brutalmente la coppia prima di gettarla in una fornace di mattoni ardente, dove entrambi sono morti. In seguito alle proteste internazionali, la polizia ha arrestato centinaia di abitanti del villaggio e ha incriminato molti per omicidio e sommossa.
Durante l'ultimo decennio, i procedimenti legali relativi al caso si sono spostati sequenzialmente attraverso tre livelli del sistema giudiziario pakistano. Nel novembre 2016, un tribunale antiterrorismo ha emesso le sentenze iniziali, condannando cinque uomini a morte, emettendo brevi pene detentive per altri nove e assolvendo 92 individui a causa della mancanza di prove concrete.
Il caso è poi passato al riesame in appello, dove l’Alta Corte di Lahore ha successivamente annullato le condanne di due detenuti nel braccio della morte, confermando al contempo la decisione del tribunale inferiore di scagionare i restanti sospettati.
Infine, la Corte Suprema ha emesso il verdetto definitivo. Un collegio di tre membri ha esaminato i ricorsi rimanenti, ha annullato le condanne a morte degli ultimi tre condannati, Irfan, Mehdi e Riaz, e ha ufficialmente respinto la richiesta del governo del Punjab di processare nuovamente gli altri 102 sospettati, ponendo di fatto fine a tutte le condanne nel caso.
La Corte Suprema ha basato la sua decisione di liberare i restanti sospettati sui requisiti legali standard previsti dal diritto penale pakistano, che impongono ai pubblici ministeri di fornire prove chiare che dimostrino azioni specifiche da parte dei singoli imputati.
‘Problematic’ Evidence
Dopo aver esaminato il caso, la corte ha identificato diversi difetti chiave nelle prove dell'accusa. In primo luogo, le dichiarazioni rilasciate dai testimoni principali alla polizia immediatamente dopo l'attacco erano in conflitto significativo con le loro successive testimonianze in tribunale.
In secondo luogo, sebbene l'accusa abbia stabilito con successo la presenza di una folla numerosa e violenta, i testimoni non sono stati in grado di provare oltre ogni ragionevole dubbio l'esatto ruolo svolto da ogni singolo imputato.
Infine, la paura diffusa e le minacce dirette di violenza all'interno della comunità locale hanno intimidito i testimoni chiave, portando a testimonianze esitanti o incoerenti che non hanno soddisfatto lo standard legale per la condanna.
The Fight Continues
Gruppi cristiani e organizzazioni per i diritti umani in Pakistan hanno criticato duramente l'esito. I leader delle chiese hanno affermato che il verdetto evidenzia profonde lacune nel modo in cui i casi di violenza di massa vengono indagati e perseguiti.
I difensori dei diritti continuano a esortare il governo a migliorare la protezione dei testimoni, riformare le procedure di polizia e creare leggi che ritengano responsabili le folle violente.
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Il post La Corte Suprema del Pakistan assolve tutti i sospettati nel caso dell'omicidio nella fornace di mattoni del 2014 è apparso per la prima volta su International Christian Concern.
