La Corte Suprema dell'India ha emesso un'ordinanza provvisoria il 18 febbraio, vietando l'esumazione forzata e il trasferimento dei corpi dei cristiani tribali defunti dai cimiteri dei loro villaggi nel Chhattisgarh.
Il collegio supremo composto dai giudici Vikram Nath, Sandeep Mehta e N.V. Anjaria ha ordinato l'immediata sospensione dell'esumazione dei corpi sepolti nello stato, notificando al contempo il governo del Chhattisgarh.
La corte ha dichiarato che "nel frattempo, non sarà consentita alcuna ulteriore esumazione di corpi sepolti".
L'ordinanza della Corte Suprema ha fatto seguito a un ricorso di interesse pubblico (PIL) presentato dalla Chhattisgarh Association for Justice and Equality, sostenuto da pastori, attivisti e abitanti dei villaggi colpiti.
L'avvocato senior Colin Gonsalves, in rappresentanza dei ricorrenti, ha riferito alla corte che le famiglie cristiane nelle aree tribali venivano costrette a esumare i propri parenti defunti dai cimiteri dei villaggi e a trasferirli senza consenso.
Secondo il PIL, gli spazi di sepoltura tradizionalmente condivisi dagli abitanti dei villaggi venivano sempre più limitati su base religiosa, con le famiglie presumibilmente sotto pressione per abbandonare i riti funebri cristiani.
Gonsalves ha affermato che queste esumazioni non sono eventi isolati, ma riflettono una tendenza ricorrente in tutto il Chhattisgarh, in particolare nelle aree tribali.
Le famiglie sono spesso costrette ad abbandonare le usanze funebri cristiane e ad adottare pratiche indù come precondizione per la sepoltura nei propri villaggi, ha osservato il PIL.
L'istanza ha descritto le esumazioni e le risepolture forzate, talvolta effettuate a decine di chilometri di distanza, come violazioni delle tutele previste dagli articoli 14 e 21 della Costituzione indiana.
Lo United Christian Forum (UCF), un'organizzazione di assistenza cristiana che gestisce anche una linea diretta nazionale, ha accolto con favore l'ordinanza provvisoria della Corte Suprema, descrivendo la sentenza come un "faro di speranza" per le comunità minoritarie che affrontano ostilità riguardo ai diritti di sepoltura.
L'organizzazione ha espresso la speranza che "le tombe cristiane non vengano più disturbate", in seguito all'intervento della corte.
Il presidente dell'UCF, Michael Williams, in una dichiarazione ai media, ha affermato che l'intervento della Corte Suprema ha segnato "un passo vitale nella protezione della dignità dei defunti e dei diritti costituzionali delle minoranze religiose".
L'UCF ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alle campagne che cercano di rimuovere i cristiani tribali dallo status di Tribù Pianificata in alcuni stati dell'India, definendo tali sforzi "discriminatori" e avvertendo che collegare l'identità tribale alla religione rischia di minare le tutele costituzionali.
Questa sentenza della corte fornisce un enorme sollievo ai cristiani tribali che vivono nel Chhattisgarh, poiché il diniego dei cimiteri per i cristiani defunti era stato usato come arma in molte vaste aree tribali.
Gli attivisti cristiani hanno sostenuto che i nazionalisti indù stiano istigando i tribali non cristiani a utilizzare le leggi autonome a livello di villaggio per intimidire i cristiani e costringerli alla sottomissione attraverso tali tattiche.
L'UCF ha sostenuto che i conflitti legati alla sepoltura non sono eventi isolati, ma parte di un modello più ampio nelle regioni tribali di Chhattisgarh, Odisha e Jharkhand.
L'UCF ha dichiarato di aver registrato 23 incidenti legati alla sepoltura nel 2025, la maggior parte dei quali nel Chhattisgarh, descrivendoli come parte di un "modello di intimidazione e discriminazione" contro i cristiani tribali.
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Il post La Corte Suprema dell'India blocca le esumazioni nei siti di sepoltura cristiani è apparso per la prima volta su International Christian Concern.
