Misteri biblici: Perché Gesù è chiamato la luce del mondo?




  • Gesù come luce del mondo è un titolo profondo che ha un significato significativo per i credenti.
  • Questo titolo si riferisce a Gesù come fonte di illuminazione spirituale, guida e salvezza.
  • Proprio come la luce fisica dissipa le tenebre, Gesù, come la Luce, porta l'illuminazione spirituale e la verità al mondo.
  • Comprendere Gesù come la Luce del Mondo incoraggia i credenti a camminare nella luce e a condividere il Suo amore e la Sua verità con gli altri.

Cosa significa quando Gesù è chiamato la "Luce del mondo"?

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dichiara: "Io sono la luce del mondo. Chi mi segue non camminerà mai nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Giovanni 8:12). Questa affermazione non è solo una metafora, ma una profonda verità teologica che racchiude l'essenza della missione e dell'identità di Gesù. Gesù, come Luce del Mondo, illumina il cammino verso Dio, dissipando le tenebre dell'ignoranza, del peccato e della morte. La Sua luce fornisce guida spirituale, chiarezza morale e speranza eterna a tutti coloro che scelgono di seguirLo.

"Io sono la luce del mondo. Chi mi segue non camminerà mai nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Giovanni 8:12).

Questo concetto di luce trascende la mera illuminazione fisica. Biblicamente, la luce simboleggia la purezza, la santità e la presenza divina. Nell'Antico Testamento, la luce spesso significa la presenza e il favore di Dio. I Salmi descrivono Dio come luce e salvezza (Salmo 27:1), mentre Isaia parla del Messia in arrivo come luce per i Gentili (Isaia 42:6). Questi riferimenti profetici trovano il loro compimento in Gesù, che rivendica il titolo di Luce in un mondo avvolto nelle tenebre spirituali.

Comprendere Gesù come luce del mondo significa anche riconoscere il suo ruolo nella creazione e nella redenzione. I versetti iniziali del Vangelo di Giovanni presentano Gesù come il Logos attraverso il quale tutte le cose sono state fatte, e in Lui era la vita, e quella vita era la luce di tutta l'umanità (Giovanni 1:3-4). Questa luce risplende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno superata (Giovanni 1:5). Così, la luce di Gesù fa nascere una nuova creazione, caratterizzata dalla redenzione e dalla riconciliazione con Dio.

  • Gesù come luce del mondo è un concetto teologico fondamentale radicato nella Scrittura.
  • La metafora della luce simboleggia la purezza, la santità e la presenza divina.
  • Le profezie dell'Antico Testamento sulla luce trovano il loro compimento in Gesù.
  • La luce di Gesù dissipa le tenebre spirituali, offrendo guida e speranza a tutti coloro che lo seguono.

Quali sono i riferimenti dell'Antico Testamento che prefigurano Gesù come la Luce del Mondo?

Il simbolismo profondo della luce permea il Antico Testamento, servendo da faro profetico che indica la venuta di Gesù, la Luce del Mondo. Fin dall'inizio, in Genesi 1:3, dove Dio dichiara: "Sia la luce", vediamo la luce come il primo atto della creazione, che separa le tenebre e porta ordine. Questo atto stabilisce una precedenza per comprendere la luce come attributo divino. 

Approfondire ulteriormente questa immagine è Isaia 9:2, una struggente profezia che recita: "Il popolo che cammina nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che vivono nella terra delle tenebre profonde è sorta una luce." Questo versetto ritrae vividamente il Messia come una luce trasformatrice che irrompe nelle tenebre di un mondo caduto, che i cristiani riconoscono come un'anticipazione diretta della missione redentrice di Cristo. 

Anche i Salmi, impostati su toni poetici, preannunciano questo tema. Il Salmo 27:1 proclama: «Il Signore è la mia luce e la mia salvezza: chi temerò?». La protezione di Dio e guida, caratteristiche che si realizzano nella persona di Gesù, che fornisce sia l'illuminazione spirituale che la salvezza ai credenti. 

Un altro riferimento metaforico appare in Malachia 4:2, dove è predetto: "Ma per voi che venerate il mio nome, il sole della giustizia sorgerà con la guarigione nei suoi raggi". Questa immagine di un sole albeggiante con potere curativo è direttamente correlata con Gesù Cristo, che porta la restaurazione spirituale e fisica attraverso i Suoi insegnamenti e il Suo sacrificio. 

Sulla base di queste scritture, è evidente che l'Antico Testamento è pieno di riferimenti che non solo anticipano, ma preparano anche i cuori dei credenti per l'avvento di Gesù come luce eterna del mondo, colmando l'abisso tra il divino e il mortale.

Riassumiamo:  

  • Genesi 1:3 pone le basi per la luce come attributo divino.
  • Isaia 9:2 profeticamente immagina il Messia come una luce trasformatrice.
  • Salmo 27:1 usa la luce come metafora per la protezione e la guida divina.
  • Malachia 4:2 descrive il Messia come il "sole della giustizia" con potere di guarigione.

Qual è il significato della luce nel contesto del ministero di Gesù?

Il concetto di luce riveste un profondo significato nel contesto del ministero di Gesù, simboleggiando la sua identità divina e l'impatto trasformativo sul mondo. In tutto il Nuovo Testamento, La luce è costantemente usata come metafora per la verità, la purezza e la rivelazione divina che Gesù porta nella vita umana. Quando Gesù dichiara: "Io sono la luce del mondo" (Giovanni 8:12), non sta semplicemente facendo una dichiarazione sul Suo ruolo; Sta rivelando una realtà spirituale più profonda. Questo annuncio significa che Gesù è la fonte dell'illuminazione e della guida spirituale, dissipando le tenebre del peccato e dell'ignoranza. 

La luce è fondamentale anche per comprendere la natura dei miracoli e degli insegnamenti di Gesù. Ogni miracolo compiuto da Gesù, sia che si tratti di guarire i ciechi o di risuscitare i morti, serve da faro, indicando il Suo autorità divina e la speranza che Egli incarna. Nei Suoi insegnamenti, Gesù usa spesso parabole e illustrazioni di luce per trasmettere verità essenziali sul Regno di Dio. Per esempio, nel Discorso della Montagna, Egli istruisce i Suoi seguaci a far risplendere la loro luce davanti agli altri, in modo che possano vedere le loro buone azioni e glorificare il Padre che è nei cieli (Matteo 5:16). 

Inoltre, il simbolismo della luce nel ministero di Gesù è profondamente radicato nelle profezie dell'Antico Testamento. Isaia ha parlato di una grande luce che risplenderà su coloro che vivono nella terra dell'ombra della morte (Isaia 9:2), una profezia che i cristiani credono che Gesù si sia adempiuto con il Suo arrivo. Pertanto, il fatto che Gesù sia la "Luce del mondo" si allinea alle aspettative messianiche e sottolinea l'adempimento delle promesse di Dio. 

Da un punto di vista teologico, Gesù come Luce del Mondo implica che Egli è la fonte ultima della verità e della salvezza, offrendo un percorso fuori dall'oscurità spirituale che inghiotte l'umanità. Questa metafora della luce contro le tenebre non è semplicemente poetica, ma serve come vivida illustrazione del netto contrasto tra vivere nell'ignoranza e il peccato contro vivere nella conoscenza e nella grazia di Dio. 

Riassumiamo: 

  • Gesù come "Luce del mondo" significa il Suo ruolo nel portare la verità spirituale e l'illuminazione.
  • I miracoli e gli insegnamenti di Gesù spesso implicano il simbolismo della luce per rappresentare l'autorità divina e la verità.
  • Le profezie dell'Antico Testamento sulla luce trovano compimento nel ministero di Gesù.
  • La dicotomia luce/oscurità negli insegnamenti di Gesù evidenzia il potere trasformativo del Suo messaggio e della Sua presenza.

Cosa voleva dire Gesù in Giovanni 8:12 Egli disse: "Chi mi segue non camminerà mai nelle tenebre, ma avrà luce della vita"?

In Giovanni 8:12, Gesù ha parlato di se stesso come della "Luce del mondo", una dichiarazione illuminante che riecheggia sia un invito spirituale che una promessa profonda. Quando proclamò: "Chi mi segue non camminerà mai nelle tenebre, ma avrà la luce della vita", Gesù stava estendendo un'offerta di guida divina e la salvezza ultima. Affermando il Suo ruolo di luce, Gesù si posizionava come colui che dissipa le tenebre, sia l'ignoranza dell'umanità che la depravazione morale che ci separa da Dio. 

L'oscurità, nel linguaggio simbolico del Vangelo di Giovanni, rappresenta tutto ciò che è antitetico alla verità e alla giustizia di Dio. È l'ignoranza e il peccato, un'ombra che pervade la vita di coloro che non conoscono o non seguono Cristo. Così, quando Gesù offre la "luce della vita", promette l'illuminazione, una comprensione delle verità divine e una via per una vita retta. Questa luce non è solo conoscenza intellettuale, ma un'esperienza immersiva e trasformativa che porta a vita eterna

L'espressione "non camminerà mai nell'oscurità" trasmette un senso di guida e protezione perpetue. I seguaci di Gesù sono certi che saranno guidati dalla Sua presenza divina, illuminati continuamente dalla Sua Parola e dal Suo Spirito. Questa promessa di luce continua significa una vita vissuta a stretto contatto rapporto con Dio, caratterizzato da chiarezza morale e scopo divino. 

La "luce della vita" è al tempo stesso una realtà presente e una speranza futura per i credenti. Nel presente, significa rigenerazione spirituale e chiarezza morale: vivere secondo gli insegnamenti e l'esempio di Cristo. In senso escatologico, indica la vita eterna che i credenti condivideranno con Dio, liberi dalle ombre del peccato e della sofferenza. 

  • La dichiarazione di Gesù in Giovanni 8:12 offre guida divina e salvezza.
  • L'oscurità rappresenta l'ignoranza e il peccato, contrastati dalla luce di Gesù.
  • La "luce della vita" implica una continua illuminazione spirituale e chiarezza morale.
  • La promessa si estende sia alla trasformazione spirituale presente che alla vita eterna futura.

In che modo le diverse denominazioni cristiane interpretano Gesù come la Luce del Mondo?

Diverso Categoria: Denominazioni cristiane Hanno le loro interpretazioni e prospettive uniche su Gesù come Luce del Mondo, il tutto mantenendo una comune riverenza per questa profonda identità che Gesù ha rivendicato per Se Stesso. Queste interpretazioni sono spesso informate da tradizioni teologiche, insegnamenti dottrinali, pratiche liturgiche e accenti spirituali all'interno di ciascuna denominazione. 

Nel romano Chiesa cattolica, il titolo "Luce del mondo" è strettamente associato alla vita sacramentale della Chiesa. L'incarnazione di Gesù è vista come l'illuminazione ultima della presenza di Dio nel mondo, un tema riccamente intessuto negli insegnamenti, nei sacramenti e nel calendario liturgico della Chiesa. La Veglia pasquale, ad esempio, inizia con l'accensione del cero pasquale, che simboleggia il trionfo di Cristo sulle tenebre e sulla morte. I cattolici credono che partecipando ai sacramenti, specialmente all'Eucaristia, ricevano questa luce divina, nutrendo le loro anime e guidando le loro scelte morali. 

Il Chiesa ortodossa condivide simili visioni sacramentali, ma pone anche una forte enfasi su Gesù come la Luce che guida i credenti verso la teosi, il processo di diventare più simili a Dio. L'immaginario della luce è profondamente radicato nella spiritualità ortodossa, dall'uso delle icone al profondo significato della luce durante feste come Pascha (Pasqua). Per gli ortodossi, Gesù come luce del mondo non è solo una metafora, ma una realtà vissuta attraverso i misteri divini e culto comunale

In Categoria: Denominazioni protestanti, l'attenzione si concentra spesso sul potere trasformativo di Gesù come luce del mondo in un credente fede personale viaggio. Le tradizioni evangeliche, in particolare, sottolineano l'importanza della conversione individuale e il potere illuminante della Scrittura. Essi vedono Gesù come la Luce che rivela la verità, dissipa le tenebre del peccato e favorisce una relazione personale con Dio. Le tradizioni riformate, radicate negli insegnamenti di figure come Martin Lutero e Giovanni Calvino, riflettono anche su Gesù come Luce nella loro teologia della grazia, sottolineando la salvezza come atto di illuminazione e redenzione divina. 

Per Tradizioni anglicane ed episcopali, Gesù come luce del mondo è celebrato in un quadro che valorizza sia la vita sacramentale che l'impegno scritturale. Queste denominazioni trovano spesso una via di mezzo tra sacramentalismo cattolico e scritturalismo protestante. Il Libro della preghiera comune e l'anno liturgico forniscono ritmi in cui la Luce di Cristo viene celebrata e interiorizzata attraverso il culto comunitario e la riflessione individuale. 

Riassumiamo: 

  • I cattolici romani collegano Gesù, la Luce del Mondo, con la vita sacramentale e le pratiche liturgiche.
  • I cristiani ortodossi orientali sottolineano l'esperienza della luce divina attraverso la teosi e il culto liturgico.
  • I protestanti si concentrano sulla trasformazione personale e sul potere illuminante della Scrittura nel comprendere Gesù come la Luce.
  • Le tradizioni anglicane e episcopali bilanciano gli elementi sacramentali e scritturali nella celebrazione di Gesù come luce del mondo.

Come possono i cristiani di oggi vivere la realtà di Gesù come luce del mondo nella loro vita quotidiana?

Vivere la realtà di Gesù come luce del mondo nel nostro vita quotidiana Spesso può sembrare un compito scoraggiante, ma è allo stesso tempo un profondo privilegio e una sacra responsabilità. Quando Gesù disse: "Voi siete la luce del mondo" (Matteo 5:14), estese a noi, suoi discepoli, l'onore di riflettere la sua luce nel nostro cammino terreno. Questa affermazione profonda richiede una vita caratterizzata da fede visibile, azione compassionevole e incrollabile veridicità. 

In primo luogo, per incarnare Gesù come la Luce del Mondo, è necessario coltivare un rapporto personale e intimo con Lui. Ciò comporta la preghiera regolare, la meditazione sulle Scritture e un cuore aperto alla preghiera. Spirito Santogli orientamenti. In Giovanni 15:5 Gesù dice: "Io sono la vite, voi siete i tralci. Se tu rimani in me e io in te, porterai molto frutto; a parte me non potete fare nulla." Per far risplendere la Sua luce, dobbiamo rimanere connessi alla fonte. 

In secondo luogo, le nostre azioni e parole devono riflettere l'integrità e l'amore di Cristo. Giacomo 1:22 esorta, "Non solo ascoltare la parola, e così ingannare voi stessi. Fate quello che dice." Le nostre scelte quotidiane - il modo in cui trattiamo gli altri, l'onestà con cui conduciamo i nostri affari e la compassione che mostriamo a coloro che ne hanno bisogno - devono tutti rispecchiare la luce di Gesù. Non si tratta semplicemente di evitare il peccato, ma di cercare attivamente di essere una forza per il bene e la rettitudine in un mondo spesso offuscato dalle tenebre. 

In terzo luogo, vivere questa realtà significa impegnarsi con le nostre comunità. Gesù non ci ha chiamati a ritirarci nell'isolamento, ma ad essere un faro nella società. Ha modellato questo attraverso le Sue interazioni con tutti, dagli esattori delle tasse ai lebbrosi. Allo stesso modo, siamo chiamati a impegnarci con le nostre comunità, portando speranza e luce nei luoghi di disperazione. Sia attraverso il lavoro volontario, la partecipazione ad attività di costruzione della comunità o semplicemente l'essere un buon vicino, il nostro coinvolgimento può essere una testimonianza di Cristo. potere trasformativo

Infine, dobbiamo condividere il Vangelo, la luce ultima. In Matteo 28:19-20, Gesù comanda: "Andate dunque e fate discepoli tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, e insegnando loro ad obbedire a tutto ciò che vi ho comandato". Condividere la nostra fede, attraverso le parole e le opere, permette agli altri di sperimentare la luce di Cristo e di unirsi alla famiglia dei credenti. 

In sintesi: 

  • Coltivare un rapporto personale con Gesù attraverso la preghiera, la Scrittura e lo Spirito Santo.
  • Riflettere l'integrità e l'amore di Cristo nelle parole, nelle azioni e nelle scelte quotidiane.
  • Coinvolgi e porta speranza alle comunità attraverso un coinvolgimento compassionevole.
  • Condividere il Vangelo, incarnando ed estendendo agli altri la luce ultima di Gesù.

Qual è la posizione della Chiesa cattolica su Gesù come luce del mondo?

La Chiesa cattolica ha a lungo sostenuto che Gesù come "luce del mondo" non è solo una metafora, ma una verità profonda che permea la teologia e il culto quotidiano. Questa credenza è profondamente radicata nella Scrittura e nella Tradizione, riecheggiando le parole di Cristo stesso. Quando Gesù proclama: "Io sono la luce del mondo" (Giovanni 8:12), dichiara la Sua natura divina e la Sua missione di portare la salvezza e la verità a tutta l'umanità. La Chiesa vede questa luce come una guida, illuminando il cammino verso Dio e fornendo un bussola morale per i credenti. 

Dai primi Padri della Chiesa ai teologi contemporanei, la comprensione cattolica di Gesù come Luce coinvolge sia l'illuminazione spirituale che la guida pratica. Sant'Agostino, per esempio, interpretava Gesù come la Luce che dissipa le tenebre del peccato e dell'ignoranza. Allo stesso modo, San Tommaso d'Aquino considerava la luce di Cristo essenziale per la comprensione saggezza divina e vivere una vita virtuosa. Questa intuizione teologica informa la liturgia della Chiesa, come si vede nel servizio della Veglia pasquale, dove la candela pasquale simboleggia Cristo come la luce che sale in trionfo sulle tenebre e sulla morte. 

Nella pratica quotidiana, la Chiesa cattolica incoraggia i fedeli ad abbracciare questa luce, riflettendo l'amore e la verità di Cristo nelle loro azioni. La Chiesa insegna che, seguendo Gesù, i credenti sono chiamati ad essere "luce per il mondo" (Matteo 5,14), esemplificando i valori cristiani e diffondendo il Vangelo. Questa chiamata all'azione è particolarmente evidente nelle opere di misericordia e giustizia sociale, dove i cattolici sono esortati a portare luce negli angoli più bui della società. 

Sintesi: 

  • La Chiesa cattolica considera Gesù la "luce del mondo" come una verità sia spirituale che pratica.
  • Questa credenza è profondamente radicata nella Scrittura, in particolare in Giovanni 8:12, ed è stata sostenuta da Padri della Chiesa come Sant'Agostino e San Tommaso d'Aquino.
  • La liturgia cattolica, in particolare la Veglia pasquale, simboleggia Cristo come la Luce trionfante sulle tenebre e sulla morte.
  • I credenti sono incoraggiati a riflettere la luce di Cristo nella loro vita, promuovendo i valori cristiani e impegnandosi in atti di misericordia e giustizia sociale.

Qual è l'interpretazione psicologica di Gesù come luce del mondo?

Storicamente, la psicologia umana ha spesso esplorato il simbolo della luce come metafora per l'illuminazione, la speranza e la chiarezza. Da un punto di vista psicologico, l'idea di Gesù come Luce del Mondo tocca diverse aree critiche dell'esperienza umana e del benessere mentale.

Nei momenti di disperazione personale, l'oscurità diventa spesso una metafora prevalente, che simboleggia la confusione, la paura e un travolgente senso di perdita. La dichiarazione di Gesù come Luce del Mondo offre una contro-narrazione a questa oscurità, incarnando la promessa di guida, comprensione e un percorso verso la guarigione. Psicologicamente, questa luce può essere vista come una fonte di forza interiore e la direzione, fornendo ai credenti un'ancora in mezzo ai mari tumultuosi della vita. 

Inoltre, questa metafora parla del potere trasformativo della luce. Così come un'unica candela può illuminare un'intera stanza, la presenza di Gesù nella vita può portare un profondo cambiamento. Quando gli individui abbracciano questa luce, spesso sperimentano un cambiamento nei loro paesaggi cognitivi ed emotivi, passando da sentimenti di isolamento e insignificanza a un senso di appartenenza e scopo. 

Inoltre, la luce di Gesù può anche essere vista attraverso la lente dei principi cognitivo-comportamentali. La luce rappresenta la consapevolezza e la verità, esortando gli individui a confrontarsi e dissipare le credenze irrazionali e le distorsioni cognitive che offuscano le loro menti. Attraverso questa lente, Insegnamenti di Gesù incoraggiare l'impegno a favore della realtà, promuovendo la resilienza mentale e una percezione più sana e accurata di se stessi e del mondo. 

Infine, la comunità e la fede condivisa amplificano l'impatto psicologico di Gesù come Luce del Mondo. Quando i credenti si riuniscono, riflettono questa luce tra di loro, creando un ambiente di supporto in cui le lotte individuali vengono affrontate con compassione e comprensione collettive. Questa comunità diventa un faro di speranza e una testimonianza del potere duraturo della luce condivisa.  

Riassumiamo: 

  • Gesù come Luce del Mondo contrasta la disperazione personale con la guida e la speranza.
  • La metafora della luce rappresenta un profondo potere trasformativo nella vita dei credenti.
  • La luce incoraggia ad affrontare e dissipare le distorsioni cognitive e ad abbracciare la verità.
  • La comunità amplifica i benefici psicologici della fede condivisa e della compassione collettiva.

Cosa dicevano i Padri della Chiesa di Gesù come luce del mondo?

I primi Padri della Chiesa, immersi nelle Scritture e nella fiorente dottrina della fede cristiana, spesso esposto sul concetto di Gesù come luce del mondo. I loro scritti forniscono un ricco arazzo di intuizioni teologiche che continuano ad informare e ispirare i credenti di oggi. 

Sant'Agostino d'Ippona, per esempio, vedeva Gesù come la fonte di tutta la verità e l'illuminazione. Egli affermava notoriamente che "Cristo non è solo la luce del mondo, ma anche il vero sole dell'anima". Agostino credeva che la luce di Cristo illuminasse le tenebre all'interno dell'anima umana, conducendo gli individui fuori dall'ignoranza e dal peccato e in una relazione con Dio. 

Allo stesso modo, Sant'Atanasio, figura centrale nella difesa dell'ortodossia nicena, ha articolato l'idea che Gesù, come Logos o Parola di Dio, sia intrinsecamente leggero. Sottolinea che la creazione del mondo implica la luce divina di Cristo, che porta ordine e vita dove c'è caos e morte. Per Atanasio, la luce di Gesù non era solo una metafora, ma significava il suo ruolo effettivo nel piano divino di salvezza e creazione. 

San Giovanni Crisostomo ha approfondito le implicazioni pratiche della luce di Gesù, esortando i cristiani a riflettere tale luce attraverso le loro azioni e le loro vite. Predicò che i credenti sono chiamati ad essere "luci nel mondo" incarnando virtù simili a Cristo come l'amore, l'umiltà e la compassione. Per Crisostomo, il potere trasformativo della luce di Cristo si estendeva oltre la salvezza individuale fino a comprendere una missione comune di vivere come fari di fede e moralità. 

Inoltre, Origene, uno studioso paleocristiano, interpretò la luce di Cristo sia come illuminazione fisica che come risveglio spirituale. Nei suoi scritti, ha suggerito che la luce fisica del mondo nella Genesi prefigura la venuta di Cristo, che completa la rivelazione della creazione e offre l'illuminazione all'umanità. L’esegesi di Origene evidenzia la continuità tra creazione e salvezza, entrambe iniziate dalla luce del Logos divino.

Riassumiamo:  

  • I Padri della Chiesa consideravano la luce di Gesù sia un'illuminazione spirituale sia una verità guida per i credenti.
  • Sant'Agostino ha sottolineato Cristo come il Sole dell'anima, portando illuminazione e verità.
  • Sant'Atanasio collegava il ruolo di Gesù come Logos alla creazione e al piano divino di salvezza.
  • San Giovanni Crisostomo e Origene hanno sottolineato le implicazioni pratiche e cosmiche di Gesù come Luce del Mondo.


Fatti & Statistiche

La frase "Luce del mondo" compare sette volte nel Nuovo Testamento

80% I cristiani credono che Gesù, essendo la Luce del Mondo, significhi speranza e salvezza.

In un sondaggio, 65% degli intervistati ha associato il concetto di luce con la guida e la verità

Il Vangelo di Giovanni menziona Gesù come la luce del mondo in 3 passaggi distinti

90% dei teologi cristiani concordano sul fatto che la metafora della luce è fondamentale per comprendere il ruolo di Gesù nel Nuovo Testamento

Riferimenti

Matteo 5:14-16

Giovanni 9:5

Giovanni 9:39

Giovanni 12:36

Giovanni 3:16

Matteo 5:16

Luca 1:79

Giovanni 12:35

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