
Sessione 9: PER LA PROROGA DELLA SESSIONE
Celebrata a Bologna, il ventunesimo giorno del mese di aprile, MDXLVII.
Questo sacro e santo, ecumenico e generale Sinodo, che ultimamente era riunito nella città di Trento, ed è ora legittimamente riunito nello Spirito Santo a Bologna, presieduto dagli stessi reverendissimi Signori Giammaria del Monte, vescovo di Palestrina, e Marcello, del titolo di Santa Croce in Gerusalemme, prete, cardinali della santa Chiesa romana, e Legati apostolici a latere, in nome del nostro santissimo Padre in Cristo, e Signore, Paolo III, per provvidenza di Dio, Papa; considerando che, l'undicesimo giorno del mese di marzo del presente anno, in una Sessione generale e pubblica celebrata nella predetta città di Trento, nel luogo consueto, osservate tutte le formalità nel modo consueto; (il Sinodo), per cause allora pressanti, urgenti e legittime, e con l'interposizione anche dell'autorità della santa Sede Apostolica, specialmente concessa ai predetti reverendissimi Presidenti, decretò e ordinò che il Concilio dovesse essere trasferito, come lo trasferì, da quel luogo a questa città, e parimenti che la Sessione, indetta lì per questo ventunesimo giorno di aprile, affinché i Canoni riguardanti le materie dei Sacramenti e della Riforma, sui quali si era proposto di trattare, potessero essere stabiliti e promulgati, dovesse essere celebrata in questa città di Bologna; e considerando che alcuni dei Padri che sono soliti essere presenti a questo Concilio, essendo alcuni impegnati nelle proprie Chiese durante questi ultimi giorni della grande settimana (di Quaresima), e della solennità Pasquale, e alcuni anche trattenuti da altri impedimenti, non sono ancora giunti qui, ma che tuttavia, c'è da sperare, saranno presto presenti; e che, per questa causa, è accaduto che le predette materie dei Sacramenti e della Riforma non hanno potuto essere esaminate e discusse in un'assemblea di prelati numerosa come il santo Sinodo desiderava: perciò, affinché tutte le cose possano essere fatte con matura deliberazione, con la dovuta dignità e gravità, (il Sinodo) ha risolto, e risolve, che è bene, opportuno e conveniente, che la predetta Sessione, che, come è stato detto, doveva essere celebrata in questo giorno, sia differita e prorogata, come è ora differita e prorogata, al giovedì entro l'imminente ottava di Pentecoste, per la spedizione delle materie suddette; giorno che ha ritenuto, e ritiene, essere il più opportuno per gli affari da trattare, e il più conveniente specialmente per i Padri che sono assenti; aggiungendo tuttavia, che questo santo Sinodo può e deve, anche in una congregazione privata, limitare e abbreviare il predetto termine, a Sua volontà e piacere, come riterrà opportuno per gli affari del Concilio. Alla luce di queste considerazioni, è essenziale riflettere sul significato di questo raduno nel contesto più ampio del Panoramica storica del Concilio di Trento. Le decisioni prese qui sono fondamentali non solo per l'evoluzione della dottrina della chiesa, ma anche per l'unificazione delle pratiche cristiane tra le sfide della Riforma. Pertanto, il Sinodo rimane impegnato a promuovere un ambiente favorevole a un dialogo significativo e a una solida indagine teologica tra tutti i prelati riuniti.
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