Nella Bibbia, la nebbia indica qualcosa di reale che non durerà



  • Nella Scrittura, la nebbia indica qualcosa di reale che non durerà. Non è mai un simbolo della presenza di Dio: quella è la nube, un'immagine diversa che svolge una funzione diversa.
  • Giacomo 4:14 usa atmis, il vapore che sale da una pentola, per descrivere la vita umana, e non chiede di pianificare meno, ma di aggiungere una clausola: “Se il Signore vorrà”.
  • Osea 6:4 usa la nebbia del mattino per descrivere una devozione che evapora. La lamentela non riguarda l'ipocrisia, ma il fatto che un sentimento reale non sia riuscito a sopravvivere al calore della giornata.
  • Atti 13:11 narra di una nebbia e di un'oscurità che cadono su un mago a Cipro: un'eco della cecità di Paolo, che fu un inizio piuttosto che una fine.
  • La “nebbia” di Genesi 2:6 traduce un raro termine ebraico dal significato incerto; molte traduzioni moderne riportano “ruscelli” o “sorgenti”.

Mist in Scripture almost always means the same thing: something real that will not last. It is used for human life, for shallow devotion, and once for a blindness that lifted. It is never mystical, and it is never a symbol of God’s presence — that is cloud, which is a different image doing different work. The verse everybody half-remembers James, writing to people making confident business plans: Why, you do not even know what will happen tomorrow. What is…

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